Dopo un esordio così così col Genoa, è arrivata la prima, sonora sconfitta in quel di Torino, contro i granata di Mihajlovic. Il Sassuolo esce dal campo a testa bassa dopo aver subito 3 gol, e senza aver mai dato l'impressione di essere realmente pericoloso.

Non inganni il numero di tiri totale di entrambe le squadre (14). Mentre infatti il Toro ha calciato nello specchio 7 volte, i neroverdi soltanto 4. Inoltre bisogna osservare il dato sotto una lente complementare: da dentro l'area il Sassuolo ha tirato solo 2 volte, a differenza di Belotti e compagni che hanno raggiunto quota 6. Ne risulta che, su 14 tentativi, gli uomini di Bucchi hanno calciato per lo più dalla distanza, quasi non riuscissero a penetrare o a portare l'azione sul fondo per un cross significativo. Difficoltà ad arrivarci e difficoltà a riempirla: l'area del Torino non è stata attaccata a dovere. Ma allora servono idee nuove o giocatori nuovi? Direi più la seconda.

Malgrado i rinnovi importanti di Berardi e Falcinelli (entrambi hanno firmato la settimana scorsa fino al 2022), qualcosa là davanti non ha funzionato, e ancora, potremmo aggiungere. Probabilmente è molto semplice, Falcinelli non è abbastanza. L'ho già sostenuto, ma dato che ci avviciniamo alla chiusura di mercato lo ripeto: servono più potenza e più centimetri, ora che è partita la tecnica e la velocità di Defrel. Quale centravanti allora? L' ideale per me resta sempre Duvan Zapata (ma c'è la Samp!), seguono i più probabili (e disponibili) Pavoletti e Pazzini. Ma sarebbero già un lusso questi ultimi due, per come è stato condotto fino ad oggi il mercato. Nel caso di Pavoletti avremmo un nuovo titolare, quanto a Pazzini, invece, benché provenga da un'annata strepitosa in B, se la giocherebbe con Falcinelli.

Altra questione importante: da tempo insisto perché al Sassuolo torni un esterno di piede destro da schierare a sinistra. Uno con le caratteristiche di Sansone, per intenderci. E Simone Lo Faso, classe '98, di proprietà del Palermo, se arrivasse sarebbe davvero un bel colpetto. Nel campionato Primavera faceva proprio quello che voleva: ottimo dribbling, gran tiro. Bisognerà poi aspettare la prova del fuoco in massima serie, dove peraltro ha già debuttato. Meglio rischiare, dico io, che continuare a spremere i vari Ragusa e Ricci, di cui si sono ampiamente visti i limiti. Inoltre se sbocciasse un nuovo talento, si potrebbe riportare Politano a destra, come cambio di qualità di Berardi. Ma forse qui esagero. 

Oltre ai rinnovi e agli arrivi, ci sono infine le probabili partenze, i non convocati di ieri: Matri verso il Parma, Iemmello al Benevento o al Crotone, e soprattutto Peluso al Chievo. La vera perdita è Peluso, questo il mio parere. Esperienza, centimetri, duttilità. Posto che il mancino brasiliano Rogerio (un altro '98, arrivato in prestito dalla Juve) sicuramente spingerà di più lungo la fascia, il Sassuolo perde di fatto un giocatore vero, in cambio dell'ennesima scommessa.