A fronte di questo mercato estivo, conclusosi ieri alle 23, le reazioni dei tifosi neroverdi non potranno essere che due: da una parte i delusi, dall'altra i delusissimi. In realtà, esiste certamente anche il partito dei "l'importante era mantenere", con riferimento immediato ai big trattenuti Berardi e Acerbi, e subito dietro Politano, Duncan, Peluso, Falcinelli e Matri. Ma a questi irriducibili, ancorché ammirevoli per abitudine al buon senso e arte dell'accontentarsi, oggi mi sento di dire una cosa: oggi, primo settembre 2017, bisogna solo masticare amaro. Dunque, o delusi o delusissimi, tertium non datur. 

L'apice dello scoramento, com'era prevedibile, lo si è raggiunto in questi ultimi giorni, quando la trattativa col Napoli per Duvan Zapata sembrava potesse andare in porto, e invece è saltata tristemente, per la gioia di Ferrero. Sarebbe stato un colpo salvifico, in grado di riaccendere l'entusiasmo del gruppo prima ancora di quello della piazza. Saltato il ritorno di Pavoletti (finito al Cagliari), l'ultima spiaggia era anche la più bella. Troppo bella per non essere anche illusoria. Sembrava che il Sassuolo avesse mollato Pavoletti per un colpo serio, e invece niente da fare, ci si è accontentati del buon Falcinelli. Ma ribadisco, un conto è Falcinelli al Crotone, profeta straniero, un altro è Falcinelli in patria, dove i compagni lo vedono ancora, almeno inconsciamente, come un'ottima, affidabile riserva. Credete forse che questo pregiudizio involontario non incida e non ricada in qualche modo su di lui? Falcinelli, per affermarsi definitivamente in Emilia, dovrà combattere prima di tutto con il fantasma che ha lasciato nella mente dei compagni. L'atmosfera trovata a Crotone, che lo investiva di sogni e speranze, esaltandone volontà e spirito d' abnegazione, non si potrà trapiantare tanto facilmente in un altro contesto. Specialmente in una squadra che si sente e si percepisce chiaramente a fine ciclo. Per questo, sarà un'impresa difficilissima (se non improbabile) la sua. E per questo, qualora dovesse riuscirci, a dispetto di quanto vado scrivendo ora, meriterà senz'altro il doppio della stima.  

Volete sapere qual è stato poi il colpo più costoso dell'estate neroverde? Cassata, a 5 milioni. Una probabile riserva. Proveniente dalla Primavera della Juventus, l'anno scorso ha giocato in B nell'Ascoli Picchio, con buona continuità, segnando però soltanto un gol. Un po' poco per una mezzala offensiva. Poi sono stati spesi altri 4 milioni per un'altra riserva, Goldaniga. Restano infine oggetti misteriosi, tutti ancora da valutare nell'impatto col calcio adulto, i giovani Rogerio (terzino sinistro, in prestito dalla Juve) e Frattesi (centrocampista acquistato dalla Primavera della Roma). Fosse arrivato Lo Faso dal Palermo, ci si poteva consolare un poco, ma nemmeno quello, il talentino rosanero è finito alla Fiorentina.

Tralascio di brutto il capitolo cessioni, dato che ormai sappiamo tutti quanto fossero bravi Defrel e Pellegrini, e quanto fossero inevitabili le loro partenze. Sorvolo poi, passando al piano economico, sul saldo positivo di 17 milioni, che tornerebbe utile senza dubbio nell'eventualità di una riparazione in corsa, nel mercato di gennaio. Soltanto Lazio, Fiorentina, Torino e Sampdoria hanno fatto meglio del Sassuolo sotto questa voce.

Arrivo allora a un'ultima considerazione generale, conclusiva, al fine di corroborare la posizione dei delusi. Non è soltanto una squadra indebolita, o quantomeno non rinforzata, il problema principale. La vera questione è quella relativa al livello del campionato. Le grandi hanno aumentato il gap, dunque saranno quasi impossibili i colpacci a cui ci eravamo abituati. Le piccole si sono attrezzate dignitosamente. Ma, soprattutto, le concorrenti immediate del Sassuolo (tipo Sampdoria, Torino, Genoa, Chievo, Cagliari) si sono migliorate. Chi di molto, chi di poco, ma si sono migliorate. Alcune, tra l'altro, a danno del Sassuolo stesso. Ben venga la sosta, allora: ci aiuterà a smaltire la delusione.