E' molto difficile trovare giustificazioni dopo un 6-1. La batosta che il Sassuolo ha subito oggi dalla Lazio, tuttavia, richiede proprio questo sforzo. Quando si costruiscono nuovi equilibri, quando si cambia modo di giocare e si cominciano a vedere i primi risultati, basta un niente per far crollare tutto. Il dramma è che ti trovi a mezza via, in un limbo imprecisato, tra nuove e vecchie certezze.

Questo è successo agli uomini di Bucchi dopo l'uscita di scena per infortunio prima di Timo Letschert, al 21', poi del suo sostituto, Peluso, intorno al 43'. Alla doppia tegola non poteva rimediare diversamente Bucchi, il quale è stato costretto a passare dal 3-5-2 al 4-3-3, il vecchio, caro sistema alla Di Francesco. Mancava Goldaniga in panchina, che avrebbe fatto comodissimo in una situazione del genere. Si ripristinavano in un secondo la difesa a tre e le dinamiche di gioco. Invece di necessità virtù si è passati a quattro, con un Cannavaro in difficoltà perenne sugli attacchi in profondità di Immobile, e i due giovani terzini tornati improvvisamente inadatti, specialmente Lirola, ad interpretare la fascia. Se a tutto ciò si aggiunge l'assenza del capitano per squalifica..

Ma è stato comunque un Sassuolo strano, quello che dal 45' in poi ne ha presi 6. Certo non giova mai subire gol prima di rientrare negli spogliatoi per l'intervallo. L'uno a uno si poteva evitare non concedendo una punizione sciocca a Luis Alberto. Ma non è stato tanto quello. E' che il Sassuolo col 4-3-3, questo 4-3-3, pareva in dieci. Sfilacciato, spuntato, faceva acqua da tutte le parti. Eppure erano ancora undici contro undici. Io penso che si stia verificando una specie di rigetto nei confronti di questo modulo, una sorta di intolleranza maturata dopo la grande abbuffata. Non si è più in grado di giocarci. La difesa diventa subito un colabrodo, il centrocampo non filtra più nulla, per non parlare dell'attacco. Come era stato stupefacente il primo tempo, lo è stato d'altro canto anche il secondo, ma in negativo, e per ragioni opposte. Salviamo un tempo allora, salviamo una direzione interrotta per cause di forza maggiore. Ma non perdoniamoci le occasioni fallite sull'1-0, quando Berardi e Duncan si sono trovati ciascuno a tu per tu con Strakosha, e non hanno saputo infierire al momento giusto. Ora occorre ripartire, senza considerare batosta una batosta.