Sebbene il Genoa nel complesso abbia creato di più, l'esordio di Bucchi sulla panchina del Sassuolo non è stato male. Un bel pareggio (0-0), tutto sommato. Lo scorso fine settimana scrivevamo di una squadra favorita, che avrebbe dovuto vincere a tutti i costi in vista dei prossimi tre impegni difficili (Torino, Atalanta e Juventus); così il Sassuolo ha confermato le aspettative almeno nella prima mezz'ora di gioco, poi è uscito fuori il Genoa, meravigliandoci con manovre ampie e ben distanziate, e con la sua fisicità. A proposito: che bel centravanti, Galabinov! 

A quel punto il Sassuolo ha perso smalto, si è limitato ad attaccare senza costrutto, con affondi isolati e un gioco più casuale che volutamente aleatorio, tanto che veniva da scommetterci sul pareggio. O meglio, veniva da dire che, per come si era messa, un pari ci stava bene, e non si poteva far di più. Grazie alla traversa (presa da Biraschi sotto porta), gli uomini di Bucchi hanno retto fino alla fine, portando avanti quel discorso sulla solidità difensiva cui accennavamo la volta scorsa.

Se infatti la brillantezza della manovra non è durata che mezz'ora, lo scudo difensivo non si è spezzato nell'arco dei novanta minuti. Anzi, proprio la voglia di non sbilanciarsi per portare a casa il punticino, cosa che non accadeva da un po' di tempo al Mapei, ha condizionato il secondo tempo neroverde, decisamente più abbottonato e prevedibile nelle ripartenze. "Ma ricordiamoci che Bucchi è il re dei pareggi", ho commentato a caldo, citando a un collega il numero di pareggi che hanno fatto la fortuna del Perugia l'anno scorso, in Serie B. E in casi come questi uno zero a zero fa bene, rafforza.

Fornito il quadro generale della partita, ora vorrei soffermarmi su due giocatori che, per ragioni opposte, credo meritino una menzione particolare. Sensi aveva iniziato molto bene anche l'anno scorso, contro il Palermo, ma il primo tempo disputato ieri ha fatto vedere qualcosa di più. Maggior sicurezza, grande fiducia nella propria tecnica (due o tre lanci splendidi, il primo, per Politano, meraviglioso e di mancino..). Finché girava lui, il Sassuolo è stato pericoloso. Fungeva infatti più da trequartista che da mezzala, secondo un'interpretazione del ruolo più confacente alle sue caratteristiche. Cambia la natura dell'inserimento: non più dritto per dritto, ma leggermente in diagonale, ad occupare lo spazio tra le linee di centrocampo e di difesa degli avversari. Del resto, Sensi trequartista ci giocava già, in passato. Forse gli manca qualcosa ancora al limite dell'area, ed è per questo che diverse valide infilate poi non hanno prodotto altrettante conclusioni. Bravo a ricevere tra le linee e ad avanzare verso la difesa, si faceva recuperare nel momento clou, quando va fatto l'assist o va impostato il tiro. Ma in questo può migliorare.

Chi ha deluso un po' invece è stato Politano. E' mancato quasi completamente il suo apporto, annullato da un ottimo Biraschi. La sostituzione al 64' ha rimarcato un momento un po' così. Accarezzato dalle voci di mercato che lo avvicinavano prima a Firenze poi addirittura a San Pietroburgo, non vorrei che fosse rimasto un tantino controvoglia (un mal di pancia acuito dalla posizione che ricopre fuori ruolo, causa Berardi?). Anche se fosse, perché così pare da certi atteggiamenti comunque quasi impercettibili, dovrà farsene una ragione e trovare qui nuovi stimoli: è stato tolto dal mercato. Nel frattempo, per giunta, pare non sia ancora scoccato l'amore tra lui e Bucchi; e la prestazione di ieri, sostituzione compresa, starebbe lì a dimostrarlo.