Quarantotto anni e non sentirli. Centotrentacinque gol e non superarli. Oggi è il compleanno del re dei bomber della Serie B, quello Stefan Schwoch incubo delle difese dell'intero campionato cadetto. Dal 1996 al 2008, dalla maglia giallorossa del Ravenna a quella biancorossa del Vicenza, montagne di gol, caterve di gol, con i quali è entrato nella storia del calcio italiano. Mai nessuno come lui, mai nessuno come questo piccolo bomber bolzanino ma di origini polacche, 174 cm di velocità, scaltrezza e fiuto del gol. Due grandi chance in carriera, con Napoli e Torino, ma sempre in Serie B. Un anno e mezzo in Campania e 28 gol, tra il 99 e il 2000; poi, subito dopo, il Torino, dove realizza 8 gol in 31 partite. Poi sempre e solo Vicenza, per diventare beniamino. E la Serie A? Assaggiata, per qualche mese, col Venezia: 14 presenze e due sole reti, nel '98/'99, con il richiamo del Napoli che è stato più forte.  135 gol che sembravano inattaccabili. E ora...

L'EREDE? - ... ci pensa Cacia. Lo cantavano i tifosi della Fiorentina al suo arrivo, dopo le caterve di gol in B con il Piacenza: "Niente paura, niente paura ci pensa Cacia mi han detto così", sulle note di una celebre canzone di Luciano Ligabue. Ma si sbagliavano, visto che in Serie A, nonostante abbia avuto più chance di Schwoch, non è mai riuscito a incidere: 0 gol con la Viola, 2 con il Lecce e ancora 0 con il Verona. In B, invece, la musica è completamente diversa : 133 reti tra Piacenza, Reggina, Padova, Verona, Bologna, Ascoli e Cesena. E ora, coi bianconeri in difficoltà, sta lottando contro un infortunio muscolare, che non è riuscito, ancora, a metterlo a disposizione di mister Castori, arrivato due settimane fa. Con Camplone, 2 gol in 4 presenze, ora ai box. La salvezza e le fortune del Cesena passano dai piedi del classe '83, a un passo dalla storia. Anzi, due passi...

@AngeTaglieri88