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  • Sconcerti Quotidiani: e se Conte fosse stato cacciato?

    Sconcerti Quotidiani: e se Conte fosse stato cacciato?

    Continuo a giudicare molto improbabile che Conte si sia dimesso per diverbi sul mercato. La discussione sull’argomento era già stata affrontata a maggio. Non ci sono notizie nuove, compresa la probabile cessione di Vidal. Era stata già annunciata da molto tempo. I giornali ne scrivono da mesi, impossibile che Conte non avesse letto, non sapesse niente. Più ammissibile è che non fosse contento di come si stavano mettendo le cose del mercato in generale, ma anche per questo ha avuto molto tempo per capire, mentre troppo altro ne ha anticipato andandosene. Il grande calcio è pieno di giocatori venduti e acquistati (Zidane per esempio) senza che mai nessuno abbia reagito dimettendosi. C’è troppa sproporzione tra un mercato da fare e un divorzio così fragoroso e così fuori tempo. Si può rompere a maggio o a fine agosto, a mercato in chiusura, non il primo giorno di ritiro, a metà luglio. Il Milan deve ancora fare il suo acquisto importante, Inter, Napoli e Fiorentina anche, perfino la Roma dei giovani sta ancora cercando. Né la Juve ha mai promesso di voler andare oltre se stessa. La Juve è la squadra più ricca d’Italia, si è potuto permettere di perdere circa duecento milioni in tre anni, ma in campo internazionale ha i vincoli che fermano tutto il buon vecchio calcio italiano. Non si può acquistare senza vendere, questo ormai lo sanno tutti. Lo United per i soli sponsor sulle maglie, incassa 152 milioni l’anno, la Juve 45, già tanti per il nostro mercato. Non può acquistare in una solo stagione tre giocatori da cinquanta milioni. Né ha mai detto di volerlo e poterlo fare. Non c’è il vuoto di una promessa, c’è la volontà di lavorare nel tempo per avvicinarsi ai grandi d’Europa e continuare nel frattempo a comandare in Italia. Ma dov’è la novità? Queste sono cose che Conte sapeva, come tutti sappiamo. Non perché siamo indovini, ma perché lo dice la Juve da molto tempo. Può dispiacere, ma non c’è inganno.

    Non credo alla storia del mercato primo perché non mi risulta e secondo perché sarebbe francamente poco accettabile. Tra maggio e adesso non è cambiato niente, stesse previsioni di arrivo (Iturbe, Morata), stesse previsioni di addii. Aggiungo che se fossero veri i dissapori sul mercato, sarei molto più portato a credere a una cacciata di Conte da parte della Juve che alle sue dimissioni. Non si possono avere crisi di nervi quando la nave è partita. Non si lascia il timone, si guida. Se accade, a quel punto è normale, è doveroso, che la società intervenga. Io credo a un Conte sfinito, spaventato da una squadra da rimettere a nuovo, dall’energia che costa una rifondazione. Credo a un Conte che ha sentito una nuova fiducia nella Juve come uno sforzo impossibile. E a una Juve che non ha accettato questo sentimento lento. E ha chiuso legittimamente la storia prendendo in contropiede lo stesso Conte.
    La storia della nazionale è suggestiva e ingenua. Nessuno lascia la guida della Juve per andare a selezionare la Nazionale. Magari lo farà Conte, ma non fa parte del piano, non c’è un piano. C’è stato un esaurimento, forse una rottura, due eventi spontanei. La guida della nazionale è un buon giaciglio di riserva, ma per soldi e per tipo di lavoro, inferiore alla guida della Juve. Chiedete ad ogni allenatore e sentite quello che risponde.

    Mario Sconcerti

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