Calciomercato.com

  • Sembra tornata l’epoca di Diego

    Sembra tornata l’epoca di Diego

    Maradona non si arrabbi, anzi sia felice se diciamo che dalla sua epoca non si vedeva un Napoli così forte e così tosto come il suo, un Napoli da scudetto, capace di vincere anche a Genova. Certo, qui non c’è un altro Diego perché l’unico altro Diego gioca a Barcellona, ma c’è una squadra tosta, solida, divertente, ricca di giovani campioni come Hamsik, Lavezzi (ieri assente), Gargano e Cavani che stanno riaccendendo la fantasia di una città intera. Ora sono al secondo posto, hanno battuto il Genoa, resistendo in dieci in un finale da brividi, e stanno per accogliere qualche altro prezioso regalo di De Laurentiis, che oltre al cine- panettone ha messo sotto l’albero

    Un Napoli da favola, l’unico che può avvicinarsi a quello dell’epoca di Maradona. È andato in vantaggio con un colpo di testa di Hamsik, poi seguendo le strategie di Mazzarri ha chiuso ogni varco, costruendo la partita perfetta: difesa e contropiede, gioco di rimessa ma anche divertente e coinvolgente, perché quando si apre a ventaglio in attacco poche squadre riescono a essere più spettacolari di questo Napoli, ora giunto al secondo posto e pronto a preparare la partita della vita contro la Steaua per portare un pezzo d’Italia ai sedicesimi dell’Europa League. La quinta vittoria esterna degli azzurri mette la massima pressione sulla Juventus, appena raggiunta, e in parte anche sulla Lazio, che li precede di tre punti. Il confronto diretto tra Del Neri e Reja ci racconterà altre verità importanti di questo finale di 2010 con un’appassionante ammucchiata al vertice. Hernanes conto Felipe Melo, Quagliarella contro Zarate, il giovane Cavanda opposto a Krasic: può succedere di tutto all’Olimpico, ma le emozioni più forti cadono proprio sulla Juventus, che è partita con ambizioni da scudetto e ora le deve assolutamente confermare, tanto più che ha già perso l’Europa. La Lazio no, ha scoperto di essere grande giorno dopo giorno, e può giocare con la tranquillità di chi non ha alcun obbligo: situazione migliore, dal punto di vista psicologico, non ci potrebbe essere, per questo Reja potrà sciogliere i suoi solisti e approfittare degli spazi che si apriranno davanti a Storari. Già, Storari, il portiere giustamente coccolato e difeso da Gigi Del Neri perché sul campo si sta comportando da numero uno: ci chiediamo, però, se in un momento così fosse giusto sbattere la nuova realtà davanti agli occhi di Gigi Buffon, un giocatore ma soprattutto un uomo – che meriterebbe il rispetto assoluto della Juventus, con cui non ha avuto paura di giocare, come Del Piero e Nedved, anche in serie B. Il Milan, invece, andrà a Bologna, dove la crisi non frena Di Vaio: non sarà facile neanche per Ibra vincere davanti a Dalla e Morandi, che stanno partecipando alla salvezza del club.
    Nei due anticipi pomeridiani, il Palermo ha travolto il Parma dopo un primo tempo inguardabile e incomprensibile mentre la Fiorentina è caduta a Udine, sotto i colpi di Di Natale e con un altro ko pesantissimo da sopportare, quello di Boruc, maturato poco prima della partita. I viola chiudono qui il loro 2010: la speranza di Mihajlovic, che vuole arrivare a tutti i costi in Europa, è che la sfortuna a gennaio vada da qualche altra parte e che magari la società acquisti anche qualche uomo di grande esperienza, oltre ai soliti giovani di belle speranze con cui gli obiettivi a breve termine sono difficili da raggiungere.
    Il Palermo, invece, si è avvicinato al gruppo di vertice con un successo maturato nella ripresa, quando è uscito Pastore, uno degli interpreti più talentuosi di questo campionato, ed è entrato Pinilla, un attaccante di razza, abile e sveglio come pochi in area di rigore. Sembrava che la squadra rosanero fosse rimasta al San Paolo, lunedì notte, ancora stordita da quel guizzo di Maggio all’ultimo secondo e ieri bastonata all’improvviso da Lucarelli, invece Delio Rossi ha avuto la grande abilità di cambiare la partita nell’intervallo, come spesso gli era accaduto anche alla Lazio. Il Palermo è una mina vagante, che può esplodere da un momento all’altro, altra splendida realtà di questo campionato come la Lazio e il Napoli.


    Altre Notizie