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  • Donadoni su Cellino: 'Mente e sa essere cattivo'

    Donadoni su Cellino: 'Mente e sa essere cattivo'

    Roberto Donadoni parla a quasi due mesi dal suo prematuro esonero dalla panchina del Cagliari. L'amarezza per aver abbandonato un bel gruppo ora lascia spazio a un pizzico di rabbia per come il presidente Cellino lo ha cacciato.

    Ha costruito un bel giocattolo, con fatica e lavoro, ma gliel'hanno portato via prima che lo potesse usare. Roberto Donadoni non ha mai cominciato l'ultimo campionato di calcio. La sua panchina è saltata a sorpresa il 12 agosto. Sul suo esonero le voci si accavallano da tempo, ma le vere ragioni restano solo nella testa del presidente Cellino.

    Anche Donadoni, in un'intervista a La Repubblica, confessa di essere ignaro dei motivi sul suo licenziamento. “Non c’è stato mai nessuno screzio – spiega l’ex tecnico di Cagliari, Livorno e Napoli – il litigio con il presidente per la cessione di Suazo non c’è mai stato. Non conosco ancora la verità e vorrei un po’ di chiarezza”. Il rammarico più grande per l’allenatore nato a Cisano Bergamasco è quello di “aver lasciato un grande gruppo e una città stupenda”. Ma si apre un breccia nella pacatezza che da sempre lo contraddistingue. Un piccolo strale lanciato contro Cellino: “Il presidente è un uomo competente, che capisce di calcio, ma sa essere anche molto cattivo. Avrebbe voluto tenermi dieci anni, ma sui giornali ha espresso un’altra considerazione di me, definendomi come un tecnico con il curriculum pieno di esoneri”.

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