Dopo meno di un anno Diego Simeone è tornato sui suoi passi. Lo ha fatto in una maniera diversa rispetto a quella che il calcio dei supercontratti e del "unfairplay" (scusate il neologismo) ci sta abituando in questi mesi. Il tecnico dell'Atletico Madrid ha rinnovato il contratto che lo lega ai Colchoneros fino a giugno 2020, se dovesse rispettarlo si parlerebbe di 8 anni e mezzo alla guida della stessa squadra, una vera e propria rarità al di là dei Pirenei, ma quel che più colpisce, in questo rinnovo annunciato, è che solo un anno fa Simeone accorciò il suo accordo con l'Atletico, già fissato per il 2020. Difficile sapere cosa passasse per la mente del tecnico argentino all'indomani dell'ennesima sconfitta in finale di Champions contro i "cugini" del Real; difficile anche sapere se i termini del contratto sono cambiati a favore dell'argentino, in meglio naturalmente, fatto sta che il progetto Atletico si rinnova con lo stesso protagonista in panchina. Chi lo sarà sul campo è un altro paio di maniche.

"PRIMA LA MAGLIA" - In fin dei conti Simeone lo ha sempre ripetuto: "Nessuno è più importante della maglia dell'Atletico". In quel "nessuno" include anche sé stesso, ma sono i giocatori a essere chiamati in causa. L'attuale stella della squadra, Antoine Griezmann, con ogni probabilità se l'Atletico non fosse stato punito dalla FIFA, avrebbe già lasciato le sponde del Manzanarre questa estate, non era pronto un sostituto, e il francese si è sacrificato per la "maglia". A gennaio arriverà Vitolo e, con molte probabilità, ci sarà il ritorno di Diego Costa, l'attacco avrà le opzioni che la coppia francese, Griezmann-Gameiro, non ha garantito la passata stagione. E se è vero che Gimenez, in ottica Inter, a gennaio lascerà Madrid per la Serie A, statene certi, "El Cholo" ha già in mente chi prenderà il suo posto.

LA MANO DELL'ALLENATORE - Ciò che è innegabile è che la dirigenza dell'Atletico ha scelto di puntare più sull'allenatore che sui giocatori della rosa. Oblak, il portiere che è sbocciato e ha acquistato notorietà tra i pali della porta dei Colchoneros, è un'altra pedina importante dell'Atletico che lascerà la squadra la prossima stagione, richiamato dalla sirene della Premier; Simeone lo capisce, è anche per questo che il progetto dell'argentino non è legato a uno o più nomi, è legato, a filo doppio, allo spirito della squadra. Questo è il motivo che ha spinto l'ex-tecnico del Catania a rinnovare, per la seconda volta, il proprio contratto con l'Atletico. Non sono state sufficienti due sconfitte in finale di Champions, neppure la convinzione che la Liga, almeno fino al suo arrivo in Spagna, era un "aburrido" (noioso) confronto tra due sole squadre. A chi si chiede perché "El Cholo" è tornato sui suoi passi la risposta è semplice: Simeone è lo spirito dell'Atletico, l'anima degli "indios" gli indiani, uno dei soprannomi che viene dato alla squadra, uno spirito che può essere sconfitto, ma mai potrà essere vinto. Almeno fino a giugno 2020.