Archiviata la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale con la sua Slovacchia, il difensore classe '95 dell'Inter Milan Skriniar è già proiettato mentalmente al derby di domenica sera contro il Milan. Un test verità per le ambizioni di classifica dei nerazzurri, ma anche l'ultimo appello per la squadra di Montella dopo i 3 ko collezionati nelle prime 7 giornate. Ecco gli spunti più interessani concessi da Skriniar nella sua intervista alla Gazzetta dello Sport:
 
Skriniar, domenica giocherà il suo primo derby di Milano dopo aver vinto i due giocati a Genova con la Sampdoria l’anno scorso: come si sta preparando?
"Sto pensando al Milan da quando ho terminato la partita con la Slovacchia contro Malta. Sono già focalizzato da giorni, è una grande partita per noi e per i tifosi".
 
La squadra di Vincenzo Montella ha infilato tre sconfitte nelle prime sette gare: è crisi?
"Il Milan non è in crisi, non bisogna fidarsi degli ultimi risultati. Loro hanno grandi giocatori abituati a uscire da queste situazioni. Il derby è una partita a sé, è straordinaria per questo".
 
Esiste un risultato per il quale firmerebbe a prescindere?
"Non ci sono mezze misure: dobbiamo vincere anche questa perché fa parte del nostro percorso di crescita. Domenica esiste solo la vittoria".
 
Solo a Bologna avete rallentato, eppure il bel gioco ancora non si vede…
"Ma è importante aver vinto sei partite su sette. Anche se qualcuno sostiene che non giochiamo bene, noi abbiamo portato a casa risultati pesanti. E possiamo lavorare serenamente per migliorare".
 
Quanto possono aver inciso i viaggi per le nazionali?
"Abbiamo sentito tutti la necessità di rientrare a Milano il prima possibile per prepararci al meglio a questa partita. Così abbiamo potuto lavorare sui dettagli. Perché anche così si vincono le sfide".
 
Si sente di dire che quest’anno puntate allo scudetto?
"La nostra forza forse sta proprio nel non pensare alla vittoria finale. Noi ragioniamo gara dopo gara e alla fine vedremo cosa avremo ottenuto".
 
Si aspettava di iniziare così bene con la maglia dell’Inter?
"Il mio rendimento è figlio della voglia di lavorare e migliorarmi continuamente. Io voglio sempre aiutare la squadra, in ogni momento. Se l’Inter vince, sono più felice. Non mi accontento della prestazione individuale".
 
Quanto sta incidendo il lavoro di Luciano Spalletti sia dal punto di vista tattico sia da quello mentale?
"Spalletti ci ha trasmesso, e continua a trasmettere ogni giorno, una mentalità vincente".
 
Sarà anche soddisfatto del suo rendimento…
"Credo di sì, però devo continuare a lavorare…".
 
Psicologicamente può pesare il fatto di essere rimasti soli tre centrali difensivi?
"Dietro siamo in tre, vero, ma non è un problema, non ci pensiamo nemmeno dopo l’infortunio di Vanheusden. Cerchiamo di restare così perché finora è andato tutto bene e quindi pensiamo sempre in maniera positiva".