La Lega di Serie A aveva pensato  di aprirsi ulteriormente asiatico, in particolare facendo un favore alle proprietà cinesi di Inter e Milan con la collocazione delle rispettive partite di campionato in orari come il primo pomeriggio, piuttosto che il lunch match delle 12.30 di domenica o le sfide delle 18. Una scelta che non è stata apprezzata da Sky e Mediaset, le due pay tv che trasmettono la Serie A e che ritengono non sia stato valorizzato l'investimento sostenuto al suo tempo per i diritti triennali dal 2015 al 2018, come riferisce il collega Marco Bellinazzo sul suo blog per Il Sole 24 Ore. Le nuove finestre delle 15 di sabato e delle 18 di domenica non erano previste dal precedente contratto e il fatto che in orari serali, quelli che potenzialmente attirano più audience, vengano destinati a partite e a squadre non di primo livello. 

Mediaset e Sky hanno comunicato il loro fastidio alla Lega di A nelle scorse, con la tv del Biscione che ha mosso anche i primi passi ufficiali inviando una vera e propria diffida legale. Dal canto suo, la Lega fa valere il principio secondo cui ha la facoltà di apportare modifiche a propria discrezione "dandone comunicazione ai Licenziatari con il massimo anticipo possibile". Inoltre, "la scelta delle gare da programmare in anticipo e posticipo e degli orari di inizio di tutte le Gare della Giornata compete esclusivamente e insindacabilmente alla Lega Calcio Serie A, che farà comunque ogni ragionevole sforzo per evitare che ci siano contemporaneità tra Eventi negli anticipi e posticipi".