Alla vigilia di Fiorentina-Udinese abbiamo contattato in esclusiva il doppio ex Andrea Sottil, protagonista con la maglia viola dal '94 al '96 e con quella bianconera dal '99 al 2003. Con l'attuale allenatore del Siracusa abbiamo fatto il punto sulla situazione dei due club. 

Sottil, storicamente la sfida tra queste due squadre si è sempre contraddistinta per partite spettacolari. In questo momento sono tanti i temi sul piatto: che tipo di giudizio dà ai rispettivi primi mesi di stagione?
'L'Udinese è un po' altalenante: adesso si è ripresa, dopo un inizio non semplice. L'equilibrio societario, la compattezza e la serietà che la famiglia Pozzo mettono sempre intorno al proprio allenatore sono aspetti vantaggiosi; a Udine si può fare calcio di alto livello e per questo non mi sorprendono gli ultimi risultati positivi. Colantuono sa come gestire anche i momenti difficili, per questo credo che potrà fare un campionato in ripresa. 
La Fiorentina non è una sorpresa, ma l'impatto di Sousa in Italia ha stupito tutti, con il suo  calcio offensivo e molto propositivo. A Firenze ci sono giocatori di grande qualità, e si è creato un giusto mix tra i 'vecchi' e i nuovi arrivati: la Fiorentina è giustamente al top. I padroni di casa sono favoriti e per questo sarà una partita complicata per l'Udinese, che dovrà cercare di difendersi in modo compatto e ripartire bene'. 

Colantuono si sta trovando a gestire una situazione non semplice come la chiusura - anticipata o meno - dell'era Di Natale.
'Facendo da cinque anni questo mestiere, capisco perfettamente Colantuono. In questa situazione deve fare chiarezza la società. Di Natale è un grandissimo professionista e ha scritto pagine di storia a Udine, ma voglio farti un esempio. 
Del Piero ha chiuso un'enciclopedia alla Juventus, fatta di trionfi, record ed imprese, in un batter d'occhio: la società gli ha detto che il percorso era finito, la Juventus ha gestito quella situazione da grande società ed è comunque riuscita a vincere più scudetti in seguito. Colantuono credo non abbia nessuna intenzione di lasciar fuori un Di Natale in condizione, ma il nostro è un mestiere fatto di scelte di campo e non di scelte popolari. In ogni caso, la famiglia Pozzo deve scendere in campo insieme all'allenatore e prendere delle decisioni: i panni sporchi si lavano in casa - a Udine è davvero così .  e questa situazione, anche in merito ad un possibile ritiro a gennaio, va chiarita. 

Sponda Fiorentina: il futuro di Giuseppe Rossi è sempre più un rebus, tra ipotesi di prestito a gennaio e analisi molto critica delle sue prestazioni. 
Rossi è un giocatore straordinario, ma purtroppo gli infortuni incidono. Spesso si considera solo la guarigione medica e si tralascia la parte di campo, legata alla condizione, al ritmo partita: le scelte a volte sono crudeli, oltre che difficili, ma purtroppo nel calcio non si può fare altrimenti. Le valutazioni da fare saranno legate alla continuità fisica e di rendimento, ma io continuo comunque a ritenere Giuseppe Rossi un talento indiscutibile. 

Campionato, Europa League e Coppa Italia: da mister, lei crede che si possa e si voglia davvero scegliere una competizione?
Un allenatore vuole vincere sempre e sono sicuro che Sousa vorrebbe vincere tutto. Poi, ovviamente, gestire tante partite di alto livello non è facile, sia a livello fisico, psicologico che motivazionale. Qualche priorità va data, ma credo che il turnover possa comunque essere un'occasione per i giocatori, e non il sinonimo di disinteresse verso una competizione. La mia idea è che la Fiorentina darà la priorità al campionato, anche se indubbiamente l'Europa League è importante per il prestigio europeo della società. In questo momento in serie A la Juventus sta tornando su in classifica ma è partita in ritardo, la Roma è una squadra dal rendimento ondivago, l'Inter sta andando bene, ma in questo lotto di squadre la formazione Sousa ha tutte le carte in regola per giocarsi lo Scudetto,