Non è solo che l’Udinese ha espugnato San Siro (3-1) - e sarebbe già tanto -, è soprattutto che Massimo Oddo ha battuto Luciano Spaletti sul piano tattico e strategico.

Chi mi segue sa quanto io stimi l’allenatore dell’Inter e quanti siano i meriti che gli ho attribuito in passato e che intendo attribuirgli per questa prima parte della stagione. Tuttavia, di qualsiasi cosa si parli - di calcio o di politica, di letteratura o di vita -, è fondamentale rispettare l’onestà intellettuale. Quella degli altri, ma anche la propria. Quindi, nonostante quel che ho pensato, penso e penserò a proposito della bravura di Spalletti, questa volta dico che è mancato sul piano della gestione delle risorse.

Non ho capito, infatti, la ragione per cui, due minuti prima del rigore del sorpasso dell’Udinese (1-2), l’allenatore interista abbia sostituito Brozovic con Gagliardini, avanzando Borja Valero nel ruolo del croato. In quel momento, infatti, l’Inter avrebbe dovuto spingere per vincere la partita e Brozovic, oltre a stare meglio dello spagnolo, è un calciatore con abitudini più spiccatamente offensive. Si trattava, dunque, di lasciare la formazione iniziale (la stessa che aveva affrontato la Juve) e di perseveare nel gioco come era accaduto per la seconda parte del primo tempo.

Sono certo che Spalletti si sarebbe comportato così se il rigore fosse stato assegnato due minuti prima. Tuttavia, quello che ha fatto dopo, ha confermato fretta e confusione.

A metà ripresa, infatti, ha sostituito Santon con Karamoh e ha cambiato sistema di gioco, passando dal 4-2-3-1 al 3-4-2-1. I due che agivano a ridosso di Icardi erano Borja e Karamoh, il primo palesemente fuori ruolo. Non credo sia un caso che, da quel momento in avanti, l’Inter abbia perso in ordine, fluidità e anche pericolosità. Chi conteggia la traversa di Skriniar sappia che l’episodio (cross di Candreva sul secondo palo) è avvenuto prima dell’elaborazione tattica di Spalletti.

Quando, poi, sull’1-3, Spalletti ha inserito Eder per Vecino, è stato chiaro a tutti che qualsiasi progetto era abortito. Il tentativo era di invertire la tendenza ma alla cieca, sperando che l’Udinese rinculasse a difendere. Cosa che, nel secondo tempo, non è mai avvenuta.

La partita è stata bella e aperta, ma ha condotto ad una doppia lettura. Nel primo tempo ha comandato l’Inter (7 tiri contro 1 nello specchio della porta) con l’Udinese che ripartiva. L’Inter avrebbe potuto segnare con Perisic (cross di Icardi all’8’, deviazione fuori), l’Udinese l’ha fatto con  Lasagna (14’). L’assit è stato di Widmer, l’errore in uscita di Santon che si è fatto recupera palla dall’esterno udinese in area.

In meno di 70 secondi, l’Inter ha pareggiato con Icardi (superlativo cross a mezza altezza di Candreva) e poi ha sciorinato una serie di attacchi da destra (più numerosi) e da sinistra (qualcuno in meno) che hanno fintito per schiacciare l’Udinese. Dire che i nerazzurri avrebbero meritato il vantaggio è eufemistico, ma le conclusioni di Candreva (due), Brozovic e Perisic o hanno trovato pronto Bizzarri o sono finite fuori di pochissimo.

La svolta dopo l’intervallo. Oddo non solo ha ordinato ai suoi di correre in avanti, in pratica di difendere attaccando, ma ha anche chiesto a De Paul di giocare dietro a Lasagna, in modo da complicare il compito dei difensori nerazzurri.

Dopo appena 30 secondi, un suo lancio ha messo Lasagna da solo davanti ad Handanovic. La conclusione, da due passi, è stata deviata spettacolarmente dal portiere.

All’11’ la decisione che ha spostato la gara e deciso la partita: la prende il Var Massa che induce l’arbitro Mariani a rivedere il colpo di braccio di Santon su cross di Widmer. Il nodo da sciogliere non è se sia rigore (lo è e chirissimo), ma se la palla colpita dal calciatore dell’Udinese prima sia uscita completamente sul fondo. Le immagini non chiariscono (almeno a me), ma Mariani decreta la massima punizione. Segna De Paul e da lì in avanti, l’Inter perde lucidità, calma e raziocinio.
 
Così al 32’, su un contropiede esemplare articolato a sinistra, Jankto mette in mezzo e Barak, da solo, segna in controtempo. Grande Udinese, l’Inter non è più prima.