In attesa di qualche colpo di mercato, Luciano Spalletti presenta la prima gara di campionato nella consueta conferenza stampa di Appiano Gentile. Alla vigilia di Inter-Fiorentina, il tecnico toscano risponde alle domande dei giornalisti presenti.

Cosa si aspetta domani?
"Stamattina ho visto titoli che evidenziano il fatto che si ricomincia. I miei giocatori devono avere le emozioni pure dello sportivo, un'emozione che voglio vedere anche negli avversari. Ai calciatori ho chiesto di amare i nostri colori e di essere orgogliosi del nostro passato e della nostra storia, abbiamo avuto 40 giorni per lavorare e conoscerci. Abbiamo intrapreso una strada che non sappiamo dove ci porterà, ma dobbiamo percorrerla con orgoglio e spirito di appartenenza per portare il messaggio dei nostri tifosi che hanno riempito le tribune nel precampionato e che ci hanno aspettato fuori l'aeroporto".

Soddisfatto di questa Inter o si aspetta qualcosa?
"Penso di poter dire che i nostri calciatori sono la nostra forza. In questo periodo sono stato chiamato in causa come elemento importante, ma la nostra garanzia sono i giocatori. Abbiamo a disposizione grandi calciatori e grandi uomini. I nostri avversari dovranno sputare tutto il sangue sportivo che hanno dentro per avere la meglio e probabilmente non gli basterà". 

Come parte l'Inter ai nastri di partenza?
"A questo tipo di domande non rispondo molto volentieri, anche se voi le fate volentieri. Voi giocate a creare il fenomeno e il fallito, ma non deve funzionare così. Tutti lavoreremo in modo serio e questi giocatori dimostreranno di valere l'Inter. Il calcio è un cuore unico, dove tutti siamo dentro a pulsare. Perché il calcio genera emozioni e per questo dobbiamo proporre il meglio e anche oltre. Saranno i calciatori a determinare la stagione che sarà. Li ho conosciuti e ho visto in loro qualità che vogliono esprimere. Io dovrò essere bravo a fargli credere di poter dare più del massimo. Mi avevano parlato di una squadra fragile e non capace, ma adesso li ho conosciuti e ho visto che non è così".

Può funzionare Joao Mario alle spalle di Icardi?
"Ne ho cinque e per questo sono fortunatissimo. Ho Borja Valero, Brozovic, Joao Mario, Eder e Jovertic. Poi possiamo anche inventarcene altri. Ma state attenti perché la squadra è un blocco unico e non va spezzettata, se la squadra costruisce bene anche il trequartista crea meglio".

L'opinione diffusa è che adesso ci sia anche il Milan davanti all'Inter
"Hanno fatto una buonissima campagna acquisti e mi sembra che abbiano portato giocatori importanti che Montella sta assemblando. Credo che tra le squadre forti ci sia anche la Lazio, che ha appena vinto una Coppa contro la squadra che sulla carta è la più forte. Ma sono tranquillo perché ho una squadra che mi ha fatto vedere che posso essere tale. Voglio che nelle loro cuffie non ci sia solo la musica preferita, ma anche il battito di quei 50.000 che ci saranno in tribuna. Vogliamo dare soddisfazione ai nostri tifosi".

Mourinho cambiò la mentalità della squadra, oserà qualcosa in più anche lei?
"Lei è convinto che i gol dipendano dalle punte? Le farò vedere che non è così. Dipende dalla squadra".

Come sta Icardi?
"Mauro sta bene, anche se gli manca qualche giorno di allenamento. Ma siamo tranquilli. Se non riuscisse a mantenere una condizione elevata per 95' lo valuteremo a gara in corso, ma ce ne saranno altri che non lo faranno rimpiangere".

La testa di Perisic è libera da tentazioni?
"La società ha parlato con Ivan e ci ho parlato anche io. Perisic è uno di quei calciatori che devono darci qualcosa in più e dopo il nostro confronto non ho avuto avvisaglie di alcun genere. Perisic è uno di quelli che a fine allenamento si ferma a fare una propria scheda di allenamento e uno dei più professionali. Gli ho visto fare dei recuperi grandiosi a disposizione della squadra e a suo discapito. Perisic è dentro con noi ed è uno di quelli che dovremo seguire per essere più forti".

L'Inter è una squadra completa?
"Voi nello scrivere nomi di giocatori sui giornali riuscite a coinvolgere tutti in maniera emotiva. Questa volta ci ero cascato anche io quando leggevo di Vidal e Sanchez, tanto che mi sono messo sulla soglia del cancello per aspettarli. Loro a me non mi hanno promesso niente. Io sono contento di quello che, ho tutti giocatori di cuore interista, quindi sono a posto. Poi è chiaro che in fondo, se si riesce a prendere top player di livello mondiale, si ha dei vantaggi. Ma noi ne abbiamo alcuni che sono lì lì per diventare top player".

Il Fair play finanziario è un avversario?
"È una cosa che va rivista. L'Inter è una di quelle società che lo rispetta correttamente. Suning fa investimenti in modo corretto. Ci sono alcune cose da migliorare nel nostro calcio e questa è una di quelle, come il fatto che sia ancora aperto il mercato a campionato iniziato".

Qual è la sua posizione su Candreva?
"Io voglio tenerlo e la società la pensa come me. Lui non ha dato sintomi differenti, per cui si va avanti con tranquillità. Poi non so cosa possa avvenire domani".

La società ha mantenuto le proprie promesse? Ci sono insidie che la preoccupano?
"Sono abbastanza contento perché ho conosciuto bene gli uomini che ho a disposizione. Poi è chiaro che probabilmente ci siamo lasciati trascinare un po' in alcuni discorsi. Abbiamo fatto un mercato normale, al quale io sono abituato, quindi mi sento a mio agio. L'insidia c'è, ma è una cosa che ti stimola ancora di più a trovare soluzioni e a lavorare i maniera più profonda e più seria. Non ho paura".

Sarà impossibile non guardare a lei ma alla squadra visto che il top player di questa campagna acquisti è lei. Sente questa pressione?
"L'allenatore è importante per quello che dice alla squadra, ma senza l'ascolto dei giocatori diventa difficile. E questi ascoltano. Sono questi giocatori che scriveranno la nostra storia".

Aver battuto squadre importanti in estate aiuta?
"È chiaro che si. Ci aiuta a farci sentire nella direzione giusta".

La coperta è corta vista la partenza di Murillo?
"Stiamo ancora guardando al mercato, ma è sbagliato aspettarsi chissà cosa perché abbiamo delle motivazioni nostre che a volte non vanno portate fuori". 

Si aspetta Cancelo e Schick?
"Non sarei un bravo allenatore se lo dicessi. Adesso devo dare antusiasmo ai giocatori che giocheranno domani e se facessi capire che non vedo l'ora di farli fuori, non farei bene il mio lavoro".

Siete stati voi a fare i nomi di Nainggolan e Vidal?
Io? Io non li ho fatti questi nomi, io li aspettavo sul cancello, ma non sono arrivati. Se li ha fatti Sabatini chiedete a lui".