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  • Spalletti pronto all'addio, Montella al rinnovo: poi Champions o fondo Elliott

    Spalletti pronto all'addio, Montella al rinnovo: poi Champions o fondo Elliott

    Domenica sera a San Siro si gioca il posticipo tra Milan e Roma, che potrebbe consegnare lo scudetto alla Juventus. In panchina va in scena la sfida tra gli allenatori Spalletti e Montella, che da tecnico non ha mai battuto i giallorossi in campionato (3 pareggi e 7 sconfitte) e cerca la vittoria numero 100 in Serie A. 

    QUI MILAN - L'obiettivo dei rossoneri è quello di qualificarsi in Europa League, per poi tornare in Champions nel 2018. Altrimenti sono guai. Come scrive La Repubblica, il piano finanziario sotto la lente Uefa prevede un aumento dei ricavi di 150 milioni in 3 anni. E i primi 50-60 devono arrivare proprio dalla Champions, evitando la quinta stagione di esilio sportivo- economico. La prossima sarà la quarta: l'eventuale Europa League non basta, come spiega il fervore a Casa Milan. 'David' Li Han, braccio destro del presidente Yonghong Li (di cui sarà fornito agli azionisti il sospirato curriculum nell’assemblea del 18 maggio), è attivissimo. Ieri, con l’a.d. Fassone, ha incontrato il sindaco Sala: lo stadio sarà ancora San Siro, con l’Inter. Han ha illustrato anche la strategia industriale, mentre Fassone e il ds Mirabelli lavorano per migliorare la rosa di Montella. Dopo Kessie, tentano Pellegrini. Ma il duello cruciale è col procuratore Raiola, così attento alla valorizzazione di Donnarumma da storcere il naso per l’Europeo con l’Under 21. Adesso i soldi della Champions sono più di un’ossessione. Sono l’unico modo per Li di cominciare a restituire in 18 mesi il prestito da 303 milioni più interessi, a un tasso medio del 9,5%. E di non consegnare il Milan a chi ha prestato il denaro, il fondo statunitense Elliott di Paul Singer. Che vigila, con l’ex presidente dell’Eni Scaroni, vicino a Berlusconi. È palese la funzione di controllo della parte italiana del Cda, completata da Patuano, Cappelli e Fassone. Il piano industriale viene sviluppato da Han. Secondo il giornale Nanfangcaifubao, il titolo della Zhuai Zhongfu, azienda di cui Yonghong Li avrebbe una partecipazione, sarebbe stato sospeso a Shenzhen per due rossi consecutivi di bilancio. Ma un comunicato aziendale minimizza le difficoltà e Han ha lavorato a Hong Kong, Pechino e Shenzhen al decollo del progetto, fondato sulla vendita delle scuole calcio Milan. Il premier Xi Jinping ha imposto l’obbligo di insegnamento del calcio nelle scuole: vuole l’organizzazione del Mondiale 2030 e la Cina potenza calcistica entro il 2050. I 260 milioni di studenti e le 400 mila scuole sono privi di campionati regolari. Esportare allenatori, arbitri e centri di formazione è dunque la sfida. Nel 2015 GLS, onlus con partner Mister Bee già aspirante acquirente del Milan, firmò un accordo col governo, poi sfumato. Ora ci provano i club. United, Barcellona e Real sono partiti in anticipo, il Bayern ha aperto una scuola nel distretto di Longgang. A novembre la cancelliera Merkel ha firmato col vicepremier Liu Yandong la cooperazione Cina-Germania “per sinergie nello sport e nel calcio e per la creazione di campus”. Ma il Milan conta di superare tutti: ha proprietari cinesi come l’Inter di Suning, che si inserirà nella gara. Al momento il derby è per il sesto posto dei preliminari di Europa League a fine luglio, con cancellazione di quello da 100 milioni di telespettatori, il 24 a Nanchino. In calendario ci sarebbero anche Milan-Dortmund il 18 a Canton e Milan-Bayern il 22 a Shenzhen: resisteranno? Il fondo Elliott sorveglia. Paul Singer e il figlio Gordon sono appassionati di calcio: seguono dal vivo ogni Mondiale e tifano Arsenal, holding di diversi investitori. L’idea di prendersi il Milan potrebbe affascinarli, ma restano convinti, se dovessero rilevarlo, di poterlo rivendere a una cifra più alta del prestito a Li. L’altra speculazione possibile è in Borsa, fondamentale anche per i cinesi: possono rimborsare il prestito soltanto con lo sblocco dei fondi che dichiarano congelati in patria dalle norme sugli investimenti all’estero o appunto con la quotazione a Hong Kong entro fine 2018. Ma prima serve la Champions: l’obiettivo diventato imperativo.

    QUI ROMA - Il rinnovo del contratto di Montella inizierà a essere affrontato concretamente dopo la trasferta di Bergamo con l'Atalanta. Dall'altra parte Spalletti vuole chiudere il campionato al secondo posto in classifica. Sempre secondo la Gazzetta dello Sport, è difficile che Spalletti sciolga prima del previsto i dubbi legati al suo futuro. Monchi ci sta lavorando su, vuole davvero provare a convincerlo a restare. Bisognerà capire solo che tipo di ascendente lo spagnolo riuscirà ad avere sul tecnico toscano. E se lo stesso Spalletti vorrà essere coerente con se stesso e quanto detto in questi mesi: "Se non vinco vado via" e "Se non rinnova Totti non resto". Condizioni che non si verificheranno e che, a conti fatti, dovrebbero avere come diretta e logica conseguenza proprio il suo addio alla truppa giallorossa. 
     

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