Domenica alle 12.30, dopo l’Olimpico di Roma, la Spal scenderà in campo in un altro tempio sacro del calcio italiano: San Siro. Dopo la sosta delle nazionali e con 4 punti in cassaforte, i ragazzi di Semplici si presenteranno sul terreno di gioco calpestato dai più grandi campioni della storia di questo sport e che poco più di un anno fa consegnava al Real Madrid l’undecima. Insomma, come seconda trasferta della stagione non è niente male. Ad aspettarli, l’Inter di Luciano Spalletti, in cerca di riscatto dopo la scorsa stagione e con Icardi agguerrito dopo i due pareggi con la seleccion di Sampaoli. L’obiettivo? Trasformare quello che può apparire come un picnic in un pranzo di gala.

Le prime due uscite stagionali hanno dimostrato come sia importante rimanere concentrati per tutti i 90 minuti di gioco, senza pensare a chi si sta affrontando e senza alcun timore. Le due settimane che stanno portando al lunch match hanno lasciato parecchie indicazioni. Bisogna subito evidenziare come Leonardo Semplici abbia potuto allenare l’intero gruppo, a differenza dell’avversario, tranne i due convocati Vaisanen e Bonazzoli: il primo impegnato con la nazionale finlandese, che lo ha visto entrare dopo 33 minuti nella vittoria sull’Islanda e titolare nell’altro trionfo sul Kosovo; il secondo in rete per ben due volte, con la nazionale under 20, nel tennistico 6-1 alla Polonia. La disponibilità dell’intera rosa ha permesso di poter provare i meccanismi del mister e le strategie per arginare il 4-2-3-1 del collega di Certaldo, che per ora ha portato i nerazzurri in testa alla classifica. Un derby tattico tra i due toscani che Semplici non ha paura di affrontare, anzi, ha dichiarato che sarà un onore per lui affrontare un grande allenatore come Luciano Spalletti. Il 3-5-2 è l’arma per tentare l’impresa e lasciare vuota la casella delle sconfitte. Tra i pali, dunque, confermato il buon Gomis che sarà difeso dai confermati Salamon-Vicari e il rientrante, nonché ex della gara, Felipe, proprio a discapito dell’ottimo, fino ad ora, Vaisanen. Soluzione condivisibile per l’esperienza del difensore brasiliano, anche se le due gare del giovane finnico hanno piacevolmente sorpreso.

A centrocampo verrà confermata la linea dei 5 visti con l’Udinese, con l’unico dubbio sulla sinistra tra Mattiello e Costa, con il primo in vantaggio sul secondo. A dirigere le operazioni Federico Viviani supportato dall’imprevedibilità di Schiattarella e la grinta di capitan Mora, al suo esordio nella scala del calcio, che per quanto fatto negli ultimi anni si merita pienamente. Sulla destra il “pendolino di Valdagno” Manuel Lazzari, l’arma in più di questa squadra. Dopo la difficile esperienza con Lulic, superata con il primo gol in Serie A al Mazza, l’esterno classe 1993 è al banco di prova più importante. Sicuramente è ingiusto caricarlo di tutte le responsabilità, visto che anche per lui sarà la prima volta sotto la Madonnina, però, davanti a sé potrebbe trovarsi un acerbo Dalbert o addirittura Nagatomo, che non eccelle sicuramente nella fase difensiva. Potrebbe essere proprio l’out di destra, dunque, la chiave di volta della gara. Sarà importante badare alle scorribande di Perisic che potrebbero tenere l’esterno spallino impegnato a difendere e poco disponibile per la fase offensiva.

Davanti, al fianco del confermatissimo Borriello, altro indiziato numero uno per poter ferire la retroguardia interista, è aperto il ballottaggio tra Antenucci e Paloschi, vista l’indisponibilità dell’acciaccato Floccari. Il numero 7, restato a Ferrara per giocarsi il posto e dimostrare il suo valore anche in serie A, è sicuramente più indicato per poter agire alle spalle di Borriello, inoltre, nell’ultima gara giocata alle 12.30 dagli estensi (lo scorso 17 Aprile contro il Trapani), ha regalato una doppietta ai suoi tifosi. Il “sergente”, invece, fatica a trovare spazio vicino ad un compagno molto simile a lui per caratteristiche, però, in quello stadio, il 10 febbraio del 2008, a soli 18 anni, ci ha messo solamente 10 secondi per gonfiare la rete e magari potrebbe riprendere il suo cammino proprio dove tutto iniziò.

Ricapitolando, le possibilità di fare punti domenica non sono molte, ma l’umiltà e la grande voglia di questa squadra, più volte ricordata, può sovvertire ogni pronostico. Anche il patron Colombarini ha suonato la carica, ricordando che le prime due gare hanno confermato il fatto di potersela giocare con tutti, senza alcuna paura. Allora domenica, dopo 50 anni, si torna a San Siro per un pranzo di gala nella scala del calcio.