Arrivo nei pressi dello stadio alle 19.45, vedo persone sfrecciarmi accanto, a piedi, in bici, tutte con una sciarpa biancoazzurra. Il passo è frenetico, si va alla Spal, dopo 49 anni interminabili. Dopo il calvario delle serie minori a Ferrara è tutto pronto per riabbracciare la serie A. Alle 20.10 sono dentro il “Mazza” e i posti a sedere rimasti liberi stanno solamente attendendo le persone in fila ai tornelli. Il clima è afoso, i gradi percepiti sono intorno ai 30, la Ovest canta e come se canta. L’emozione cresce, le squadre terminano il riscaldamento e lo speaker annuncia le formazioni, in uno stadio in stile britannico che sta per esplodere di passione.

Squadre a centrocampo e la curva regala una sciarpata da brividi. Mi confronto con un collega e dico: “Giocare al Paolo Mazza sarà difficile per tutti”. Lui accenna un timido “si” con il capo, i suoi occhi luccicano e capisco che sta per iniziare una serata storica. La gara parte su ritmi blandi con l’Udinese che prova a palleggiare sulla mediana e la Spal ben piazzata in mezzo al campo. Dopo un quarto d’ora i ragazzi di Semplici si accendono e Lazzari tenta un primo affondo allungandosi la palla oltre la linea di fondo; anche il ragazzo partito dalla Lega Pro con questa maglia è visibilmente trattenuto dalle emozioni. Passano altri dieci minuti e arriva il primo boato: Mora inventa un assist da terra per Borriello che, prima tenta il sinistro centrando Danilo, poi si ritrova la sfera sul destro e batte Scuffet sul secondo palo. Lo stadio impazzisce di gioia, la Spal torna a segnare nella massima serie e si intravede già qualche lacrima sugli spalti.

Con il vantaggio in cassaforte le squadre tornano negli spogliatoi e per Mora e compagni arriva una standing ovation da tutti i tifosi che ricarica le pile. Infatti, al ritorno in campo, gli estensi sembrano indemoniati. Borriello servito egregiamente da Floccari sciupa il 2-0, ma la partita è nelle mani della banda di Semplici. Minuto 54: Schiattarella penetra in area di rigore allungandosi la sfera al momento del tiro, Scuffet esce in ritardo e Danilo, per anticipare Borriello, interviene con il sinistro servendo Lazzari, che a porta vuota realizza il raddoppio. Il boato del pubblico viene soffocato dalla bandierina dell’assistente alzata al cielo. Sembra tutto sfumato quando Valeri indica con le dita lo schermo della VAR. Passano tre minuti e l’arbitro di Roma2 assegna il gol. E’ 2-0 e il “Mazza” esplode nuovamente con le lacrime agli occhi. La festa è partita e Viviani si divora il terzo gol che avrebbe chiuso definitivamente la gara. La testa di tifosi e giocatori sembra più leggera, ma l’Udinese non è morta. Nuytinck incorna dal corner e accorcia, ad un quarto d’ora dalla fine, e all’85esimo l’inferno: Vaisanen atterra Lasagna in area di rigore e nuovamente l’assistant referee decreta il calcio di rigore; Thereau realizza ed è parità.

Il gelo cade sullo stadio, una partita che sembrava vinta si sta trasformando in un incubo, e la gola del “Paolo Mazza” sembra non avere più fiato. Valeri assegna 7 minuti di recupero e il popolo ferrarese torna a crederci. La Curva Ovest torna a gridare tutto il suo amore dopo lo choc del pareggio e al minuto 94 si fa la storia: Rizzo, subentrato al gladiatore Mora, supera Angella e dal vertice dell’area di rigore fa partire un destro a giro meraviglioso che si insacca nell’angolo in basso a destra. L’apoteosi. Lo stadio trema, il pubblico non sta nella pelle e la panchina entra in campo per abbracciare l’eroe della partita. Restano altri tre minuti da giocare, ma questa volta non si possono fare errori. “Forza Spal, Forza Spal, Forza Spal!” viene urlato con insistenza per tutti 180 secondi rimasti e quando Gomis blocca l’ultimo cross di Jankto può partire la festa.

“Una serata bellissima” così Semplici riassume quello che ha vissuto, una serata che tutti i presenti allo stadio ricorderanno per sempre. Una partita spettacolare che va ad impreziosire il cammino di questa società, tornata al grande calcio dopo 49 anni con tanto entusiasmo e voglia di stupire. Ora la pausa nazionali per riprendersi da questa notte di fine agosto che ha emozionato tutti, grandi e piccini, tifosi e giocatori, allenatore e dirigenza. Poi San Siro per continuare a scrivere altre pagine di storia.