Non c'è stata partita, un divario tecnico e tattico a tratti disarmante. Troppo forte e organizzata l'Inter di Vecchi per il Milan di Gattuso. Odgaard, attaccante danese classe 1999, ha spento fin da subito le velleità dei rossoneri, una tripletta d'autore e gli applausi del numeroso pubblico presente allo stadio Chinetti di Solbiate arno. 

SQUADRA IN ALTO MARE - Al di là delle differenze di valore tra le due formazioni, Gattuso mastica amarissimo per l'atteggiamento troppo molle dei suoi. Nonostante i continui richiami e rimbrotti in panchina, Rino non è ancora riuscito a trasmettere la sua grinta e la sua determinazione. Nelle prime due gare sono otto i gol subiti, frutto di disattenzioni o errori individuali clamorosi. Servirà tanto lavoro per far diventare squadra questo gruppo, la strada è subito in salita. Dei nuovi arrivati non hanno convinto il norvegese Larsen, pachidermico in attacco, e nemmeno Bargiel, subentrato nella ripresa. Buon impatto invece dello spagnolo Sanchez, arrivato dal Real Madrid, nei pochi minuti disputati. Una sconfitta che brucia e deve far riflettere: l'ultimo successo rossonero in un derby giocato in casa risale al 2005.

INTER DI QUALITA' - Morale completamente opposto per l'Inter di Vecchi. Un collettivo organizzato, che sa perfettamente quello che deve fare in campo e ha già acquisito una mentalità vincente. In quella che è da considerarsi tra le formazioni più attrezzate per la vittoria finale, spiccano ragazzi dal grande talento: da Odgaard a Emmers, da Valietti a Zaniolo, tutti già pronti per categorie professionistiche, quasi un lusso per la Primavera.