E' tra i calciatori più importanti del Milan di Vincenzo Montella, che ha saputo valorizzarlo al massimo nel 4-3-3 della passata stagione, dando continuità al lavoro svolto negli ultimi 5 mesi del campionato precedente dall'allora tecnico del Genoa Gasperini. Parliamo di Suso, che anche nel nuovo 3-5-2 vuole ritagliarsi un ruolo da protagonista per rimanere anche nel giro della nazionale spagnola. L'attaccante spagnolo ha parlato di questo e tanto altro nell'intervista concessa ad Andrea Scanzi per Il Fatto Quotidiano.

"Inzaghi mi ha visto poco. D’estate ho chiesto di giocare o di andare in prestito: per Mihajlovic, dopo la prima partita, sono scomparso. Così sono andato al Genoa. A Gasperini devo molto".

Si dice che Berlusconi ti abbia notato dopo un’amichevole sotto la pioggia contro la Reggiana e che abbia chiesto a Inzaghi perché diavolo non ti facesse giocare.
"Ah sì, ero al Milan da due mesi e Inzaghi mi schierò titolare. Feci due reti. In effetti giocai bene.

E Montella? Diventi inamovibile, anche se il passaggio dal 4-3-3 al 3-5-2 ti piace poco.
(Sorride) "Sono abituato alla filosofia spagnola. Da noi siamo più elastici, invece qui o fai l’esterno o fai la seconda punta. Mi sento più libero come esterno destro, ma faccio quello che mi viene chiesto e credo di poter essere utile anche come seconda punta. Nessun problema".

A fine agosto è arrivata la prima convocazione con la Spagna.
"Quando entri nello spogliatoio e vedi tutti quei campioni, capisci che è già tanto essere lì. Per esempio: Busquets sembra bravo, ma non “così” bravo. Poi lo vedi da vicino e dici: “Accidenti, questo è fortissimo!”. Ecco: la Spagna è tutta così".

Una tua partita bruttissima?
Con la Lazio, in casa, un anno fa. Ero stanco morto e Montella mi ha tolto. Giustamente. Rientrato nello spogliatoio, ho pensato: “Oggi hai proprio giocato male!”.

Il rigore centrale a Buffon, nella finale di Supercoppa, era voluto o ti è andata parecchio bene?
(Ride) "Diciamo che ho dato per scontato che Buffon si sarebbe mosso. Ci ho sperato. A Empoli avevo detto “Lo tiro di qua”, poi avevo visto muoversi il portiere e allora ho detto “Lo tiro di qua”. E lui me l’ha parata".

Quasi come Nanni Moretti in Palombella rossa. Hai detto che non hai voglia di tornare in Spagna. Eppure lì ci sono Real Madrid e Barcellona. E Deulofeu, al Barça, ci è tornato.
"Be’, se ti chiamano Real e Barcellona fai molta fatica a dire di no (ride). Scherzo. Il Milan ha sempre detto di volermi tenere e io ho sempre detto di voler restare qui. Confermo".

Questo Milan dove può arrivare?
"In Champions League".

Juve e Napoli sono fuori categoria, dai.
"Il Napoli è la squadra più bella del campionato: una meraviglia".

Se sei a casa e guardi la tivù, e da una parte c’è la Juve (o chiunque altro di Serie A) e dall’altra il Napoli, tu cosa guardi?
"Io il Napoli".

Il Napoli ti voleva. Come la Roma e l’Inter.
"Vero, ma io sto benissimo al Milan e Montella è molto bravo. Ogni volta che mi arrivava una proposta, andavo dalla società e dicevo: “Mi vuole il Napoli”. E loro: “Tu resti qui”. E io: “Ottimo, è quello che desidero pure io”.

Magari, con Sarri, potresti subire la metamorfosi di Mertens.
"Da centrocampista a goleador? Certe cose non le prevedi mica. Accadono e basta. Si è infortunato Milik ed è successo".

Il tuo ricordo di calciatore non ancora famoso.
"A 14 anni chiesi alla professoressa di spostarmi un esame perché avevo una partita. Lei non me lo spostò e fui boccia- to. Due mesi dopo mi prese il Liverpool. Andai dalla professoressa e le dissi: “Ce l’ho fatta”. Provai un bel senso di rivincita".

Poi Suso chiude con una battuta: "C'è una cosa che di voi italiani capisco poco. La fissazione per il fantacalcio. Se mi fermate è per dirmi: "Ehi, ti ho comprato al fantacalcio, devi segnarmi!". Non vi importa se una squadra vinca o perda: vi importa che io segni. E non lo fate neanche per soldi. Siete un po' stranu, eh".