L'ex vice-allenatore e giocatore del Milan, Mauro Tassotti, ha anticipato il derby che domenica vedrà i rossoneri affrontare l'Inter a San Siro in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport.

Il derby da ricordare?
"La semifinale di Champions League, ma anche uno che ho vissuto da giocatore, finito 2-1 con un colpo di testa di Hateley".

Nelle ultime stagioni i derby sono stati meno scintillanti...
"Sono cambiate tante cose nei due club, ci vuole tempo per tornare a certi livelli. Comunque i nuovi dirigenti del Milan stanno facendo un buon lavoro, hanno riportato entusiasmo con un mercato spumeggiante e non è poco".

Tassotti, perché ha accettato di lavorare ancora con Sheva?
"Un’esperienza con una nazionale all’estero mi intrigava molto, e mi piace lavorare con Sheva, che è un amico. Ora spero che riusciremo ad arricchire il percorso con la qualificazione al prossimo Europeo. Vorrei vivere in prima persona l’atmosfera che ho percepito da osservatore nell’estate 2016 a Parigi".

Tassotti, il vice perfetto. Un aggettivo per tutti gli allenatori con i quali ha lavorato al Milan.
"Non credo di essere il vice perfetto, sono soltanto uno che ha scelto di fare le cose che gli piacevano e di restare a lungo dove aveva messo radici. Comunque, vediamo. Ancelotti: buono, competente, uno che sapeva stare bene con tutti. Ho letto che al Bayern gli avrebbero fatto la fronda alcuni giocatori, mi pare incredibile. Leonardo: un passionale, un entusiasta della vita che si nutre di passioni fortissime. Penso che abbia scelto di andare in Turchia perchè aveva tanta voglia di tornare a lavorare sul campo. Allegri: capace, svelto nella lettura della partita. Mi sono trovato molto bene con lui. Con Seedorf invece per me non è stato un momento semplice, non è un mistero. Però ci tengo a dire che non gli ho mai fatto la guerra. L’ho sempre stimato da giocatore, da allenatore bisognerà dargli tempo. Ultimo della lista, Pippo Inzaghi: appassionato, sa tutto di calcio e si è messo in gioco scendendo ad allenare in una serie minore. Non tutti lo avrebbero fatto".​

Il derby di Milano è speciale perché...
"Perchè è una festa, i tifosi vanno insieme allo stadio. Non è così dappertutto"

Vi piace l’idea di un San Siro per due, suggerita dal sindaco Sala?
"A volte si sente dire che costruire è più facile di ristrutturare, ma penso che tutti i milanesi siano affezionati a San Siro".

Tassotti, le piacerebbe tornare al Milan?
"Il Milan è qualcosa di speciale per chiunque ci abbia lavorato, non soltanto per chi ha vestito la maglia da giocatore ma per tutti quelli che partecipano anche dietro le quinte. Credo che chi ci è stato ci tornerebbe sempre, poi bisogna vedere in quale ruolo".​

Tassotti, che allenatore è Shevchenko?
"Adesso deve capire se vuole fare l’allenatore per molti anni. Essere c.t. ti facilita perché magari i giocatori accettano anche più volentieri di restare in panchina, ma hai poco tempo per preparare le gare e trasmettere le tue idee, questo è il lato negativo. Comunque se Sheva deciderà che il lavoro di allenatore gli piace non ho dubbi che saprà farlo bene".

Venendo ai tecnici di Milan e Inter, chi è più avanti nel lavoro?
"L’Inter aveva un organico molto forte già nella stagione passata e non si capiva la stranezza di un rendimento oscillante. Adesso Spalletti, che è un tecnico di grande esperienza, ha portato maggiore solidità. Rispetto al Milan l’Inter ha il vantaggio di aver inserito pochi nomi, ma credo sia successo proprio perché non c’era bisogno di molti ritocchi".

Come finirà questo derby?
"Non saprei dire perché, ma mi aspetto una partita spettacolare, con molti gol. Io dico 2-2. Certo che Spalletti e Montella non sarà facile lavorare, hanno tanti nazionali e i sudamericani torneranno proprio poco prima del match".