Presto elezioni per decidere chi sarà il prossimo presidente della Figc, se l'attuale Carlo Tavecchio o il nuovo candidato Andrea Abodi, ora presidente della Lega di B. Il presidente uscente Tavecchio ha rilasciato una lunga intervista a Il Corriere della Sera: "Divido il genere umano in due categorie: quelli che si svegliano perché c'è la luce e quelli che invece hanno voglia di vivere. Io ho voglia di vivere e il calcio è la mia vita"

LA PRIMA CANDIDATURA - "Dopo il disastro in Brasile e le dimissioni di Abete, sono stato quasi costretto a prendermi la responsabilità di guidare la Federcalcio in un momento critico. Ho iniziato il processo di rinnovamento e mi candido per completarlo".

ABODI - "Andrea è spinto da una legittima ambizione personale. Lo capisco e non considero la sua decisione un tradimento. Mi limito a osservare che in questi anni ha appoggiato le mie scelte e tante cose le abbiamo fatto insieme".

DIFFERENZE - "Lui è un tipo riflessivo e romantico. Io concreto e riflessivo lo sono diventato dopo aver pagato a caro prezzo la mia spontaneità".

L'ATTACCO DI TOMMASI - "Pur comprendendo il clima elettorale mi sono meravigliato per il tono di Damiano. Nessuno di noi ha obbligato Ulivieri a schierarsi. Gli allenatori italiani sono un’eccellenza nel mondo e abbiamo pensato di qualificare tutte le squadre delle società affiliate alla Figc con un tecnico patentato. I primi a beneficiarne sarebbero proprio i calciatori. Tommasi l'ho cercato e aspettavo di essere convocato. Ma niente. L’ho richiamato e gli ho detto che avrei accettato qualsiasi critica, ma non le battutine sul rapporto con Lotito. Altrimenti divento una belva. Quello che ho fatto, l’ho fatto io insieme al Consiglio. Lotito non mi ha mai influenzato nelle delibere. E ricordo a tutti che lo ha eletto la Lega di Milano"

CAMPAGNA ELETTORALE - "Come me l'aspetto? Violenta, temo. Cercheranno qualsiasi cosa per mettermi in difficoltà, ma sono abituato. Spero che si parli di cose da fare. Pensiamo al calcio italiano e non alle questioni personali". 

BILANCIO DEI PRIMI DUE ANNI E MEZZO - "Produttivi. Stiamo lavorando tanto in Italia e a fianco dell’Europa. Siamo stati i primi grandi elettori di Ceferin, nuovo presidente dell’Uefa; siamo ben rappresentati con Andrea Agnelli all’Eca e con la Christillin alla Fifa dove abbiamo votato Infantino. Per il rappresentante all’Esecutivo Uefa abbiamo indicato Uva. Siamo in prima linea nella sperimentazione della Var, abbiamo chiesto la gara inaugurale dell’Europeo itinerante del 2020 e ottenuto l’organizzazione dell’Europeo Under 21 nel 2019. E in casa nostra? Tutti ora hanno scoperto il rating, noi ci lavoriamo dal 2015 con altri nomi. Vogliamo modernizzare il sistema e arrivare ad avere società sostenibili. Innovazione e formazione, il nostro slogan. La riforma delle rose è stato il primo passo. Dei centri federali sono particolarmente orgoglioso: lunedì diventeranno 20. Nel 2020 saranno 200. Questo significa che potremo lavorare su un bacino di 800mila Under 18 che avranno negli allenatori italiani una guida sicura. Volete dire che non ne tiriamo fuori 50 per la Nazionale?". 

LA SCELTA DI VENTURA - "Mi ero fatto una lista con papabili, possibili e interessanti. Gian Piero aveva il curriculum migliore per lavorare con i giovani. Meglio lui o Conte? Sono persone diverse, soprattutto dal punto di vista caratteriale. Ventura è più amabile e mi ha
aiutato nei rapporti con i presidenti dei club, Conte invece è un condottiero. E io credo di assomigliare più a Antonio".

MONDIALI IN RUSSIA - "Non voglio neppure prendere in considerazione l’ipotesi che l’Italia non ci vada. Il c.t. sta facendo un grande lavoro". 

SIBILIA - "Mi ha aiutato molto e lo ringrazio. È una persona di qualità. Ha il grande merito di aver fatto ripartire la Campania che era stata commissariata. Da lì è nato tutto".

VOTO ARBITRI - "Con due candidati in campo dovrebbero astenersi". Ma lei è sicuro di vincere?

SICURO DI VINCERE? - "Sono sicuro solo che ce la metterò tutta. Ma so bene che le cose oggi sono in un modo e domani in un altro. Di sicuro non parlerò di sogni, ma di programmi".

NON RIDURRE LA SERIE A A 18 SQUADRE UN FALLIMENTO? - "La Lega ci ha anche pensato, ma quelli della parte destra della classifica, più altri quattro club della parte sinistra, si sono opposti. Questa riforma non la voteranno mai. Cambiare è impossibile. Forse mi sono illuso. Però non ci siamo arresi. Abbiamo scelto una strada praticabile con una sorta di controllo di qualità, che andrà a regime fra tre anni. I conti dovranno essere in ordine, gli impianti a norma. Basta deroghe. Siamo il Paese delle deroghe: sulle luci, sui seggiolini, su tutto".

ANDREA AGNELLI - "Abbiamo imparato a conoscerci alle riunioni sulla mutualità ed è nato un rapporto. Ha detto che voterà per me e ne sono contento".

JUVE E CALCIOPOLI - "La Federcalcio era disponibile a trattare per trovare un accordo. Loro però hanno deciso di andare avanti. In ogni caso decidere sulle azioni di rivalsa non spetta a me, ma al Consiglio Federale". 

IMPEGNI SE SARA' RIELETTO - "Continuare il processo di riforme, ragionare sull’introduzione delle seconde squadre e dare impulso al calcio femminile. Siamo un Paese maschilista, ma bisogna capire che il problema si risolve a monte. La Fiorentina, prima nel campionato di serie A, ha recepito bene il nostro messaggio. Con 31 milioni di donne, non è possibile avere solo 20 mila tesserate".

ABODI CHIEDE FEDERAZIONE PIU' TRASPARENTE - "La sua mi sembra una caduta di stile. In Federazione non ci sono ruffiani e neppure ciambellani e faccendieri. Siamo tra le 14 Federazioni più trasparenti al mondo".