Vigilia di Torino-Sampdoria per un grande ex blucerchiato come Sinisa Mihajlovic, che direttamente dalla sala conferenze del Grande Torino ha presentato la sfida in programma domenica alle 15. La seconda gara casalinga per il Torino, dopo quella contro il Sassuolo dello scorso 27 agosto. “A Benevento – parte dall'ultima sfida, quella del Vigorito, Mihajlovic -  abbiamo vinto una gara non brillante, ma è un buon segno perché anche le grandi squadre vincono così, con un’azione fatta come si deve. È importante che i ragazzi capiscano che così si può vincere qualche volta, non sempre. Dobbiamo ancora trovare la ferocia fuori casa, ma i miglioramenti si vedono, credo”. 

“Tocco ferro, ma solitamente in casa non tradiamo: mi aspetto un Torino intenso e aggressivo e il nostro pubblico ci aiuterà, spero ci sia un clima caldo. Se giochiamo però come a Benevento non vinciamo domani. La Sampdoria ha venduto molto ma ha anche ottimi giocatori, un allenatore preparato e degli elementi che dalla cinta in su possono fare paura. Meritano grande rispetto, non hanno giocato la scorsa settimana e non hanno infortuni. Sono più riposati e freschi, per cui saranno pericolosi. Conosciamo i loro punti forti e deboli“.

Il Toro si ritroverà a giocare tre gare nel giro di una settimana con una grande emergenza a centrocampo, visti i ko di Acquah e Obi: “Abbiamo una settimana dura. La Sampdoria, poi Udinese e il derby. Senza poi dimenticare il Verona, la sfida successiva. Sono quattro partite che ci faranno capire se ci possiamo divertire davvero, anche se siamo a inizio campionato possono già essere decisive. Gli infortuni? Tre in un reparto solo ci mettono in difficoltà: Valdifiori tornerà per Udine, Obi e Acquah vediamo, ma non ci sono per domani. Dovremo stringere i denti, abbiamo appena recuperato Baselli, speriamo non capiti nulla a Rincon”. Poi una battuta sul venezuelano: “Gli ho rimboccato le coperte a letto, in questi giorni, per prevenire qualsiasi cosa (ride, ndr). Abbiamo anche Gustafson, e poi anche N’Koulou e Ansaldi che possono giocare a centrocampo, ma in questo caso solo per estrema emergenza. Gustafson? È cresciuto molto, ha la mia fiducia“.

Si parla anche di Cairo e Ferrero: “La Sampdoria sarà per sempre la mia casa, ho giocato 4 anni e allenato un anno e mezzo. Ho grandi ricordi e tanti amici, tra cui anche il presidente Ferrero. E così sarà sempre. L’anno scorso si è ricamato sul fatto che io fossi forse più affezionato a Ferrero che a Cairo, ma dopo il calciomercato estivo di quest’anno, Cairo è diventato il mio migliore amico”
Sulla formazione “Domani secondo me giocheranno i migliori. Poi dopo penseremo a Udine e al turnover, anche in base a come si è giocato con la Sampdoria. Bonifazi e Lyanco? Possono giocare anche sul centro sinistra, pur avendo piede destro. Burdisso? Solitamente lo metto a destra, nelle prove tattiche che facciamo. A sinsitra Lyanco e Moretti, mentre Bonifazi fa il jolly“.

Su Niang, che ha esordito una settimana fa: “Niang per essere al top avrà bisogno di tempo, solo giocando e allenandosi ce la farà. Quando starà bene, ci potrà dare quella potenza e imprevedibilità che gli chiediamo. A Niang ho parlato: una delle cose negative di Benevento è che mi aspettavo di più da lui e dai compagni. Se dietro si lavora e si contrasta molto, i quattro davanti devono ripagare con i gol”. Invece sulla difesa: “È migliorata, domani è un bel banco di prova, Zapata ci piaceva, se fosse andato via Belotti l’avremmo preso. Poi hanno Quagliarella, è come Di Natale, cioè un tipo di giocatore che segna sempre, senza età. Ma domani non vogliamo il gol dell’ex. In difesa abbiamo però preso un giocatore come N’Koulou che ha personalità e gioca con calma, così a centrocampo con Rincon. Ci saranno momenti di difficoltà, ma vedo anche grande convinzione, e mi sembra di vedere quella rabbia e determinazione di non subire gol. Ed è importante“.

A proposito, poi, del pubblico del Grande Torino: “Il nostro pubblico è caldo e appassionato, non molla mai, e così dobbiamo fare noi. Starà a noi però convincerli ad abbonarsi di più, dipenderà da noi. Poi con l’entusiasmo, conoscendo il tifoso del Toro diventa anche più facile riempire lo stadio. Dipende sempre da quelli che giocano, da come si va in campo“.