Chiamatelo capolavoro. L'operazione perfetta, perché nel calcio bisogna saper vendere e reinvestire, riuscire in entrambe le cose è mestiere per pochi. Chiedere per credere a Gianluca Petrachi, ds del Torino e uomo del presidente Cairo con cui ha costruito una squadra più che interessante. Ma soprattutto, ha messo in piedi una manovra da applausi: la cessione di Davide Zappacosta al Chelsea è solo l'ultima mossa, 28 milioni più 2 di bonus (!) messi in cassa da Cairo per un terzino che a inizio anno scorso partiva da alternativa a De Silvestri. Mica male...

MINIERA D'ORO - Tutto nasce nell'estate del 2015. Quando Matteo Darmian viene ceduto al Manchester United per 18 milioni più 2 di bonus, altra cessione perfetta in Premier League a cifre fuori mercato, Petrachi reinveste in giovani italiani e di qualità. Arrivano proprio Zappacosta e Baselli dall'Atalanta per poco più di 10 milioni, mentre la spesa in attacco è per Andrea Belotti preso a 7,5 milioni dal Palermo. Neanche da commentare l'intelligenza e la qualità di quest'ultimo colpo. Con quei 18 milioni, il Torino si regala tre talenti e saluta Darmian. Diventerà un capolavoro, appunto: miniera d'oro granata, perché due anni dopo Zappacosta è ceduto per 30 milioni, dieci volte più dei 3 milioni di valutazione quando fu preso dall'Atalanta. Baselli vale 25/30 milioni fresco di rinnovo per blindarlo dopo tante richieste, ma soprattutto Belotti ha una clausola da 100 milioni di euro e mezza Europa a corteggiarlo. Insomma, oltre 150 milioni già pronti tra quelli presi e quelli futuri che garantiranno Belotti e Baselli. Tutto nasce da Darmian e dalla capacità di reinvestire di Petrachi. Chapeau, Toro.