Il famoso gol dell'ex questa volta non c'è stato, in compenso ci sono stati due mezzi gol di Alessio Cerci e per il Torino è stato anche peggio: è infatti del numero 10 gialloblù sia il tiro deviato in fondo alla rete da Kean, per il 2-1, che il cross respinto con la mano da Molinaro che Pazzini ha poi trasformato nel gol del 2-2.  Ancora una volta i tifosi granata hanno visto quell'ala destra che tanto hanno amato essere decisiva sul prato del “Grande Torino”, ma mai come questa non ne sono stati contenti. Anche perché la formazione granata aveva un compito ben preciso da portare a termine: riscattare la brutta figura fatta nel derby una settimana fa. Era questo ciò che i tifosi volevano ma il Torino ha fallito la propria missione.

Ma non sono solo le giocate di Cerci ad aver tolto due punti al Torino, Sinisa Mihajlovic e i suoi giocatori ci hanno messo molto del loro per far tornare il Verona a casa con un punto. Innanzitutto è 
inspiegabile la scelta dell'allenatore di lasciare in campo un Andrea Belotti già dolorante al ginocchio per un colpo ricevuto nel primo tempo, il Toro si è trovato così a giocare l'ultimo quarto d'ora in inferiorità numerica perché, dopo un altro colpo ricevuto il Gallo è stato costretto ad alzare bandiera bianca ed è uscito dal campo in barella. Incredibile poi l'ingenuità di Molinaro al 90': l'esperto terzino si è fatto pescare con il braccio staccato dal corpo sul cross di Cerci, il pallone gli ha sbattuto sulla mano e Pazzini ha così avuto la possibilità di segnare dagli undici metri il gol del 2-2.

Questi due punti contro il Verona il Torino in realtà ha iniziato a perderli la scorsa estate. Circa una settimana prima di firmare con i veneti, Alessio Cerci è stato vicino al ritorno in granata: il procuratore dell'agente aveva anche incontrato il presidente Cairo ma, dopo aver interpellato Mihajlovic, scelse di non portare avanti l'affare. Se l'allenatore serbo avesse avallato l'affare, anziché bloccarlo, chissà se la partita contro il Verona sarebbe finita in ugual modo.