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  • Toromania: mercati esteri, Cairo ci ha preso gusto

    Toromania: mercati esteri, Cairo ci ha preso gusto

    Alexander Farnerud e Nikola Maksimovic, di qua l'esperienza e di là la gioventù, di qua un ottimo rendimento in campo e di là...pure. I tentativi di pescare oltreconfine qualche elemento in grado di far fare il salto di qualità al Toro sono andati talmente a buon fine che i granata ci hanno preso gusto, e ora ci riprovano.
    Urbano Cairo è stato criticato, negli anni, anche per la scarsissima (in qualche caso, nulla) propensione dei suoi staff di mercato a lavorare sui mercati esteri, specie da quando sulla poltrona di direttore sportivo siede Gianluca Petrachi: grande conoscitore del calcio nostrano, compreso quello delle categorie inferiori, capace di intuizioni felici (in qualche caso – vedi D'Ambrosio – quasi geniali), non è altrettanto preparato su quanto avviene negli altri campionati, per sua stessa ammissione.

    Ma gli osservatori che lavorano per Cairo hanno iniziato a fornire segnalazioni sempre più interessanti, che non potevano essere ignorate. Come quella che ha portato Maksimovic, appunto: giovane, già nazionale, ambito dai più grandi club europei, eppure preso dal Torino con rapidità e furbizia. Ora il serbo sta facendo sgranare gli occhi alla Serie A, e un domani farà anche aprire i cordoni di qualche borsa.

    Per questo, Cairo si è ingolosito: ed ecco provare ora Vesovic, altro giovane slavo. Perchè adesso l'editore si è accorto che i giovani stranieri hanno margini di crescita da un punto di vista tecnico, e possono rappresentare plusvalenze da quello economico. Osservatori granata sono stati visti in Norvegia, come pure in Belgio, laddove lo scorso gennaio furono prelevati Menga e Kabasele. Non andò bene, ma un altro vantaggio di queste operazioni è pure questo: ci si può permettere di tentare, senza rimetterci in maniera significativa.

    In questo solco dunque si inseriscono i discorsi che il club granata ha intavolato con club di altri Paesi, come quelli per il francese Corchia o per l'uruguayano Aguiar. Già, dopo aver messo il naso poco fuori confine (in Svizzera per Farnerud, in Serbia per Maksimovic), il Torino dovrà iniziare prima o poi ad esplorare l'immenso territorio calcistico sudamericano, dove l'ex Zavagno, ora osservatore per la sua vecchia società, avrebbe bisogno di rinforzi. Ma la strada è giusta: se il Toro unirà le intuizioni tricolori di Petrachi con i suggerimenti di osservatori qualificati sguinzagliati per il mondo, potrebbe togliersi delle soddisfazioni. Anche perchè si tratta di quel genere di operazioni, spesso poco costose ma potenzialmente remunerative, che possono davvero stuzzicare Urbano Cairo.


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