Quando lo scorso 31 agosto, a poche ore dalla chiusura del mercato estivo, dopo una lunga ed estenuante trattativa il Torino ha ufficializzato l'acquisto di M'Baye Niang dal Milan la gran parte dei tifosi granata si è sentita molto più vicina a quell'Europa League da tempo desiderata. Insieme a Ljajic, Falque e Belotti avrebbe dovuto comporre un attacco super, ci si aspettava che facesse fare il salto di qualità necessario per terminare il campionato nelle prime posizioni. Invece in queste prime partite giocate in granata il rendimento dell'attaccante franco-senegalese è sempre stato insufficiente. 

“Niang non sarà mai un problema per il Torino – ha provato a tranquillizzare Sinisa Mihajlovic dopo il derby - sappiamo cosa può fare e lui sa cosa voglio. Dobbiamo farlo tornare nella migliore condizione, che potrà trovare solo allenandosi e giocando: sa che mi aspetto di più, ma non sono preoccupato”. I tifosi granata invece stanno iniziando a preoccuparsi: non per i dribbling che non riescono, neanche per il fatto che non il numero 11 non è ancora perfettamente integrato negli schemi della squadra (cosa naturale dopo appena un mese di allenamenti con Mihajlovic e i suoi nuovi compagni di squadra). A preoccupare è l'atteggiamento che ha in campo Niang: in ogni partita fin qui giocata ha sempre dato l'impressione di non volersi sacrificare, di non voler fare quello scatto per rincorrere l'avversario. Finora proprio questo è stato uno degli elementi che hanno limitato la carriera di Niang. Non un fattore secondario: basti pensare che se Andrea Belotti ad oggi è valutato 100 milioni di euro ed è riuscito ad attirare su di sé le attenzioni di alcuni dei più importanti club a livello mondiale (come ad esempio il Chelsea e il Manchester United) è, oltre che per la facilità con cui trova il gol, anche per la sua propensione nel mettersi al servizio della squadra.

Questo è quello che deve imparare, in fretta, anche Niang. Per integrarsi alla perfezione nei meccanismi della squadra e affinare la propria tecnica ha bisogno di allenarsi e giocare, proprio come sottolineato da Mihajlovic, ma per correre e aiutare la squadra basta la volontà, non servono allenamenti particolari. Niang la deve trovare in fretta.