L'Inter deve assolutamente comprare qualcuno, servono soluzioni davanti. Si fanno i nomi di Pastore, Deulofeu, Mkhitaryan, Ramires, si parla anche di Verdi, ma sono tutte piste complicate. Al di là degli sviluppi del mercato di gennaio, per il momento ancora incalcolabili, quel che si può fare oggi in questa rubrica è partire da una riflessione sui primi due, gli unici che abbiano giocato già in Italia. Come stanno? Perché vogliono cambiare aria? Ad esempio Pastore: ma è poi vero che non stia giocando? Più nota e triste è la vicenda Deulofeu. Tornato al Barcellona con mille speranze dopo la parentesi positiva anche se non esaltante del Milan, in Liga ha timbrato la pochezza di nove presenze, di cui soltanto cinque da titolare, per un totale di 494' giocati (un gol e due assist). Pastore al contrario sta vivendo una delle sue migliori stagioni a Parigi. Non segnava quattro gol dal campionato 2014/2015, quando oltre a un numero di presenze importanti (34), mai più raggiunto, al termine dell'anno firmò cinque reti e 13 assist. Da allora sono passate due stagioni difficili per il Flaco, stagioni in cui il talento argentino è stato perseguitato dagli infortuni. E se poi si considera che anche quest'anno Pastore ha saltato tre partite per problemi al polpaccio, una perché impegnato in nazionale, e altre due perché lasciato in panchina ancora convalescente, ci si accorge che sulle 13 presenze totali in campionato ne ha giocate comunque otto da titolare. Non male per uno che potrebbe cambiare aria. Draxler, ad esempio, giocatore che insieme a Neymar insidia il suo ruolo, ne ha fatte giusto qualcuna in più (16 presenze, 10 da titolare). E Draxler ha segnato due gol in meno.  Tuttavia, la grandeur del Psg sembra limitare le possibilità espressive del Flaco. Soprattutto oggi, e malgrado questi numeri. È normale che, in una squadra così piena di fenomeni, i compiti siano distribuiti gerarchicamente e razionalizzati, indipendentemente dal talento e dagli istinti di ciascuno. Noi ci ricordiamo di un Pastore fresco, brillante, imprevedibile e inventivo nel dribbling, un Pastore puro e forse perduto, ma comunque diverso da quello che vediamo ora circondato da scattisti e professionisti del numero a tutti i costi. Sarà forse l'età (ne ha comunque 28, è all'apice!), ma il suo modo di giocare è meno spensierato, meno libero di inventare. All'Inter, certamente, vista la funzione centrale che tornerebbe a ricoprire, ritroverebbe un po' di quella fantasia anarchica, ma anche naturale, che lo caratterizzava tanto a Palermo. Pastore va liberato da Parigi. 

ATTACCO AREA - Occorre vedere allora in cosa potrebbe aiutare l'Inter. Pastore è un giocatore tecnicamente superiore, questo si sa (tra poco ne avrete qualche testimonianza recente). Spalletti d'altro canto ha bisogno anche delle sue lunghe leve di trequartista atipico (è alto 1,87 m) per attaccare l'area senza palla. Perché Icardi e Perisic, talvolta, non bastano. Ecco Pastore il 18 novembre contro il Nantes, poco prima di segnare. Si muove in verticale tra il centravanti Cavani e l'esterno largo (Di Maria). Questo inserimento nel Psg l'argentino lo fa spesso a partire da un ruolo ibrido di mezzala/trequartista.    

Da trequartista moderno, Pastore attacca la profondità anche qui sotto, a Strasburgo, durante la sedicesima giornata, il 2 dicembre.  Il lancio, splendido, è di Neymar. Importante e complementare al movimento di Pastore, l'incontro di Mbappé prima punta. Questo senz'altro manca all'Inter di Spalletti. 

MAGIA DAL LIMITE – Il secondo gol del Flaco, quest’anno, è arrivato alla terza giornata, una magia dal limite in casa contro il Tolosa. Due cose: anche partendo dalla panchina, il fantasista argentino sa essere decisivo; la seconda è che all’ Inter farebbe comodo un buon colpitore dal limite. La sua capacità di improvvisazione svaria dallo stop e tiro chirurgico, rapido e indifendibile, al dribbling e tiro, passando per le combinazioni più astruse, sofisticate e tortuose che esistano, spesso seguite da assist memorabili.
ASSIST, LETTURA SEMPLICE – Ancora contro il Nantes. Vale la pena di sottolineare però come Pastore sappia essere anche molto basico, elementare. In una transizione, difficilmente sbaglia l'ultimo passaggio se la lettura da fare è chiara. Va apprezzata anche la sua essenzialità, una dote che ha raffinato forse a Parigi, giocando insieme a tante prime donne. 


ASSIST, LETTURA CREATIVA – Ma il tocco, la leggerezza e il lampo sono quelli di sempre. Prima giornata di campionato, contro l'Amiens: Cavani s'incunea nella difesa avversaria dopo un break perché sa che Pastore è Pastore, e può mettergliela sopra il centrale come e quando vuole, pur arrivando di corsa. 
ASSIST, LETTURA IMPOSSIBILE – A Strasburgo poi, se non c'eravate, vi siete persi questa presunzione qui: servire in area Mbappé dietro tre avversari, con un rasoterra che umilia in tunnel il proprio marcatore. Ti credo che dopo aver visto giocate di questo genere, contro il Caen, l'ultima giornata, il pubblico del Parco dei Principi lo supplicava per non farlo andare via: "Pastore, à Paris! Pastore, à Paris! Pastore, à Paris!".

DEULOFEU: A DESTRA O SINISTRA? – E Deulofeu? Farebbe altrettanto comodo? Pastore è più versatile di Deulofeu, meno specializzato e ripetitivo. Inoltre Pastore, all'occorrenza, può giocare anche da esterno sinistro. Non credo che l'Inter voglia prendersi un altro giocatore alla Deulofeu, un'ala che tendenzialmente ti punta per andare sul fondo. Certo dalla sinistra potrebbe anche accentrarsi, ma lì ci gioca un certo Perisic, uno che, calo nel finale a parte (comprensibile peraltro), è pur sempre nel taccuino di Mourinho. Qualcosa vorrà dire. Al massimo servirebbe una buona riserva, ma a quel punto Deulofeu accetterebbe ancora questo ruolo, dopo la delusione di Barcellona? E poi che giocatore arriverebbe a Milano da un punto di vista motivazionale? Per giunta è da un po' che non gioca, al di là della poca continuità e del basso minutaggio. L'ultima apparizione in campionato risale al 26/11/17, a Valencia. Dove tra l'altro, una volta entrato al posto di Rakitic al 67', andò a piazzarsi lungo la fascia destra. Lo vedreste meglio al posto di Candreva? Mah...


Guardate qui come la sicurezza che gli viene dal piede destro lo induce in errore, costringendolo a viaggiare sul binario di fascia, proprio mentre è in atto la sovrapposizione di Semedo. Perché non punta in diagonale per far campo a Semedo sulla destra e forzare a una scelta il terzino? A parte l'appoggio finale sbagliato, non in favore di corsa (il pallone verrà recuperato incredibilmente dal giocatore del Valencia), bisogna prestare attenzione al numero dei bianconeri arrivati in zona palla: la superiorità numerica iniziale è svanita. Eppure Deulofeu è un fulmine! Pasticci simili si combinano quando in fascia gioca un destro su un destro: tipo Cancelo su Candreva. Pasticci che non sono certo automatici e inevitabili, bensì semplicemente più probabili.


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