E' tornato il ragazzo di Remanzacco sul rettangolo verde dello Stadio Friuli, sembra passata una vita da quando con il vecchio impianto ancora in demolizione il portierone friulano aveva scaldato il cuore dei tifosi con le sue prestazioni quando non era ancora maggiorenne. E' successo di tutto nel frattempo, una società che da quel punto in poi ha cercato in ogni modo di scollegare qualsiasi legame di cuore tra la squadra e la gente del suo territorio.

Sembra proprio che dall'esordio di Simone Scuffet, nella fase terminale di quella che è stata l'era più  prolifica della storia dell'Udinese (quella di Guidolin), la società abbia voluto tagliare i legami troppo forti, che gli avrebbero altrimenti impedito una libera interpretazione del mercato. Nel giro di tre anni si è smantellato tutto, Guidolin è stato cacciato, a catena se ne sono andati Pinzi, Domizzi e Di Natale, Simone è stato esiliano a Como e per non dimenticare niente si è cambiato il nome dello stadio.

Ma il cuore vince sempre e i risultati sul campo hanno rispecchiato la mancanza di sentimento da parte della società e di conseguenza la mancanza di sogni da parte dei tifosi. Una squadra senza un'anima ha cavalcato tre stagioni alla deriva di qualsiasi motivazione calcistica, poi a novembre il primo segnale: un friulano sulla panchina. Qualcosa può cambiari mi ero detto, improvvisamente la squadra sembrava voler dire qualcosa sul campo, ma l'apatia nelle ultime settimane stava riprendendo il sopravvento.

Poi all'improvviso l'infortunio a Karnezis ha riacceso i cuori bianconeri, torna Scuffet! Ieri all'ingresso in campo tutto il pubblico ha acclamato a gran voce il suo portiere, anche se per poco quella sensazione di distacco è sparita. Lo scetticismo svanisce di fronte all'amore per la propria terra, il giocatore bistrattato dopo l'ingresso a freddo di Pescara ha dimostrato di poterci stare senza nessuna soggezione

A differenza di tre anni fa non si sentiva la paura di avere un ragazzo così giovane in porta ma anzi la tranquillità che ci fosse lui, come un sollievo. Poi i ragazzi in campo alla distanza sono riusciti ad avere la meglio su un avversario che aldilà di quello che dice la classifica, per un'ora ha reso la vita difficile ai friulani. Ma l'entusiasmo e la serenità hanno prevalso su tutto, due ingredienti che era da un po' di tempo che non si sentivano e anche se solo per una sera, speriamo che qualcuno all'interno dell'impianto societario confuso di questa squadra, abbia percepito qualcosa di diverso: la fiducia.