E' tutta un'altra musica, sono passati 12 mesi da quell'assurda notte costata l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano dello Spezia. I friulani si impongono 3 a 2 contro un Frosinone che non si è dato per vinto fino all'ultimo minuto e che per poco non riusciva a strappare il pareggio. La squadra c'è ed è bello vedere che per la prima volta le cose che vanno meglio sono tra centrocampo e  attacco, mentre come si era visto già dalle prime amichevoli il reparto che soffre di più è quello difensivo.

La difesa è il reparto su cui l'Udinese ha solitamente poggiato le fondamenta, quindi le mancanze di questa fase iniziale di stagione non preoccupano più di tanto. Veder scorrere invece il pallone in maniera fluida la davanti è molto piacevole dopo diverse anni di ritmi e collegamenti stentati. Diverse combinazioni tra Lasagna e De Paul, con un tocco palla e una precisione nei passaggi che solitamente da queste parti sapeva fare solo Totò Di Natale.

Tranquilli non voglio tirar fuori subito paragoni scomodi ma sono contento, oltre che per la vittoria, per la qualità delle giocate. La prima rete di Thereau è il frutto di uno splendido cross di Hallfredsson, Lasagna nel raddoppio ha dimostrato da subito di non soffrire per niente a metterla dentro, mentre il tocco di palla con cui De Paul appoggia in area per la terza rete firmata di Jankto è una finezza godibile anche dagli appassionati di biliardo.

Infine le note dolenti arrivano da dietro, nonostante una buona prova dei singoli, sia Danilo che Scuffet si sono resi protagonisti di ottime giocate, qualcosa è mancato nelle chiusure. Il Frosinone è arrivato più volte al tiro con facilità e nel finale i friulani sono finiti sotto assedio. Ma fin che si vince e si segna più dell'avversario si può lavorare a queste cose con serenità. Ora la palla passa a Delneri che come dai lui stesso ammesso è in attesa di un paio di rinforzi per completare la rosa.