Gentile Procuratore,
sono un calciatore classe '98 e gioco nel campionato Primavera in una squadra di Serie A. Più che giocare siedo in panchina dopo aver fatto tutte le giovanili in questa squadra di cui non posso dire il nome per ovvie ragioni. Il mio destino ormai è ben delineato: a giugno 2018 verrò svincolato dalla società con una bella stretta di mano da parte di tutto coloro che mi hanno sempre chiesto di dare tutto per la squadra, di non saltare un allenamento, di indossare la fascia di capitano, di fare gruppo negli spogliatoi, di essere da esempio per i più piccoli, ecc. 

Le cose sono all'improvviso cambiate in peggio con l'arrivo di un nuovo allenatore che ha pensato bene di non farmi più vedere il campo dalla prima di campionato ad oggi. Continuo ad allenarmi dando tutto me stesso, ma ho già capito l'antifona: il prossimo anno non farò più parte dei programmi della società. A consolarmi c'è la scuola, il mio amato liceo classico che mi dà un sacco di soddisfazioni. Sì perché non ho assolutamente intenzione di andare a giocare in campionati dilettantistici come faranno tanti altri miei amici. Mi iscriverò all'università e lascerò il calcio per sempre. Il campionato primavera, e concludo, è solo una grande illusione per la maggior parte dei calciatori: è la tomba del calcio italiano! 

Non so se avrà voglia e tempo di leggere questo mio sfogo, ma non penso di essere una voce isolata. Altri miei compagni la pensano come me, ma continueranno a giocare solo perché non hanno voglia di studiare.
Ah ultima cosa: il mio procuratore ha detto che se lascerò il calcio dovrò pagargli una risarcimento per suo mancato futuro guadagno. E' possibile una cosa del genere? Ex Capitano '98


Caro Ex Capitano '98,
la tua lettera colpisce per lucidità e maturità. Non condivido, tuttavia, la scelta anticipata di lasciare il calcio se non sarai confermato in prima squadra
. Statistiche alla mano solo l'1-2% dei calciatori di Primavera di Serie A vengono confermati in prima squadra e, quindi, che in questo campionato si assista a una "rottamazione" di promettenti calciatori non ci piove. Ciò non giustifica la scelta di abbandonare il calcio anticipatamente. Ci sono calciatori, infatti, che hanno bisogno di superare vari step in categorie inferiori per meritarsi la serie A. E' cosa ottima che tu possa trovare negli studi il tuo riscatto, ma, se potessi darti un consiglio, ti direi di non lasciare assolutamente il calcio. Università e calcio possono convivere, seppure affrontando tanti sacrifici. Quanto al procuratore preoccupato di perdere la sua futura commissione, ti ricordo che, non essendo tu ancora un professionista, non sei tenuto a pagare alcunché! 

E ora mi rivolgo agli utenti di calciomercato.com: questo ragazzo deve chiudere col calcio e dedicarsi solo agli studi oppure deve seguire il consiglio di non mollare niente?

Per scrivere all'avvocato Cataliotti utilizza lo spazio dedicato ai commenti, oppure vai su www.footballworkshop.it

PS:
 i protagonisti della foto non corrispondono alla persona che ha scrittto la lettera. Anzi, abbiamo scelto appositamente una foto della Juventus perché è una società che si è battuta, finora invano, verso un passaggio dal campionato Primavera alle squadre B.