Il Milan vince, Montella resiste. Non so se sia una buona notizia per la squadra e per tifosi, ma questo è quanto emerge dal Mapei Stadium dove i rossoneri hanno battuto il Sassuolo con un gol per tempo. La squadra di Bucchi, che sta comunque lavorando bene e prima o poi raccoglierà con costanza, è meno forte dell’AEK Atene e forse questo spiega la disinvoltura con la quale il Milan è passato a Reggio Emilia.

Tuttavia, ad essere sinceri fino in fondo, qualcosa di meglio rispetto alle ultime prestazioni si è effettivamente visto. Parlo delle corsie esterne dove, oltre a Suso che è andato a cercarsi spazi vitali soprattutto nella ripresa, si è mosso bene anche Kessie. Questo è avvenuto perché, a destra,  Abate (sostituto di Calabria dopo appena 14 minuti) e Borini, a sinistra, hanno attaccato in ampiezza favorendo gli inserimenti. Ma non è stata l’unica nota positiva: la difesa non ha mai corso rischi veri e Bonucci ha riproposto la consueta puntualità nelle chiusure. Una, proprio allo scadere di primo tempo (46’), su Missiroli è stata provvidenziale. In pratica, il Milan è stato in controllo totale della gara e ha colpito in maniera chirurgica.

Ora stabilire in un colpo solo che la squadra di Montella sia diventata migliore al punto da essere considerata cinica, mi parrebbe troppo. Però è stata scaltra a sfruttare qualche incertezza altrui senza farsi prendere dall’ansia. Esempio concreto il primo gol, venuto da un cross di Calhanoglu a seguito di un calcio d’angolo a due. Sulla parabola, deviata e alzata, è piombato Romagnoli che ha anticipato Consigli prima di toccarlo. L’arbitro Damato ha convalidato e dal Var nessuno ha obiettato. Strano, perché abbiamo visto gol annullati anche per meno, ma il punto non è l’eventuale scorrettezza, quanto l’esitazione del portiere del Sassuolo. Va detto, però, che un attimo prima Consigli era stato decisivo nel mettere in angolo (da cui è venuto il gol) un colpo di testa di Kalinic (unico squillo di una partita grigia) su travolgente azione di Kessie (tornato ai livelli di quando giocava nell’Atalanta). Prima, invece, solo tiri da lontano (Calhanoglu al 2’ e Borini al 37’) e un’occasione per il Sassuolo, sventata da Donnarumma. Era il 15’ e il diagonale è stato di Mazzitelli da dentro l’area. Donnarumma, tornato sicuro, ha respinto.

Non credo sia un caso che le sole azioni di rilievo della ripresa siano state firmate da Kessie (via da solo da metacampo e conclusione di destro parata da Consigli) e da Suso. Lo spagnolo, in effetti, è stato più decisivo siglando il raddoppio con una tipica azione personale. Su un lancio lungo di Locatelli, Suso ha galoppato con Peluso al suo inseguimento. Quando si è fermato per rientrare, ha saltato il difensore, controllato di sinistro e scagliato un tiro a giro sull’angolo più lontano. Eravamo a metà della ripresa e la partita si è chiusa lì, nonostante i cambi di Bucchi e una minima reazione nervosa del Sassuolo.

In questo modo prosaico e non esattamente glorioso, Montella ha salvato la panchina e ottenuto, di fatto, di arrivare fino alla trasferta di Napoli, dopo la sosta. Anche la classifica ha ottenuto un leggero beneficio. Ora il Milan è settimo, aggrappato all’ultimo posto dell’Europa League. La Champions è un’utopia. L’Inter è lontana undici punti, Lazio e Roma devono recuperare una gara a testa. Il rischio è di essere travolti dall’abisso della mediocrità e di rinviare le scelte radicali. Ricostruire i rapporti tra dirigenti e allenatore è praticamente impossibile, sognare l’arrivo di Conte un pericoloso diversivo. La realtà è che il Milan aveva bisogno di una svolta, invece è arrivato solo una vittoria contro una squadra modesta. Per ora basta, ma ha l’aria di non durare.

@gia_pad