Simone Verdi, attaccante del Bologna, ha rilasciato un'intervista al Corriere della Sera. Ecco alcuni passaggi: 

«Ho dovuto sentire tante falsità, cose brutte persino sulla mia famiglia e sulla mia fidanzata, che avrebbero interferito nella scelta. Poi ho sbagliato anch’io…».

In che senso?
«Avrei dovuto intervenire subito per spiegare e calmare le acque: invece la mia riservatezza, che ritengo un pregio, ha peggiorato la situazione».

E com’era la situazione?
«L’offerta del Napoli poteva cambiare la mia carriera, lo so. Ma, dopo avere giocato già in sei squadre, a 25 anni qui ho trovato per la prima volta la mia casa calcistica. Sento di avere un progetto da condurre fino a giugno».

Molti non le hanno creduto e hanno detto che dietro il no c’erano altri club, cioè i soliti: Inter, Milan, Juve…
«Mi viene da ridere. No, nessuno muoveva i fili. So ragionare da solo».

De Laurentiis ha detto: «Verdi mi ha deluso».
«Forse ho mandato un messaggio sbagliato. Ma sia chiaro: il problema non era Napoli, e non ho mai detto sì per poi cambiare idea».

Sarri l’ha chiamata, vero?
«Sì. Una telefonata amichevole. Ha capito, con molta serenità e sensibilità».

E poi c’è chi ironizzava: «Ha avuta paura».
«Non è così. L’ambizione di un atleta è sempre giocare con grandi campioni. Ma ripeto: qui sono a casa».

Non è che stando fermo ha avuto tempo di pentirsi?
«Neanche per un attimo. Tutto questo casino per poi cambiare idea?»