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  • Vilotic, una guerriero per la Fiorentina

    Vilotic, una guerriero per la Fiorentina

    • Aleksandar Miljkovic
    Dopo un inizio al di là delle aspettative, alla lunga nella Fiorentina di Paulo Sousa iniziano ad emergere in maniera sempre più chiara i difetti della squadra. I limiti principali sono stati evidenziati dal reparto difensivo, dove manca un terzo centrale da affiancare a Gonzalo Rodriguez e Astori che permetterebbe ai viola di rimanere in corsa per le prime posizioni di classifica. L'obiettivo principale resta Lisandro Lopez del Benfica, però i portoghesi non sembrano convinti di lasciar partire l'argentino e allora ecco che Sousa e il direttore sportivo Pradè hanno individuato in Milan Vilotic (nella foto di bscyb.ch) l'alternativa idealeIl serbo classe 1986 gioca in Svizzera nello Young Boys, squadra nella quale il tecnico della Fiorentina lo ha visto più volte all'opera nel corso della sua esperienza al Basilea.Vilotic conferma la bontà della scuola slava dei difensori centrali: forte fisicamente, non facile da superare nell'uno contro uno e con piedi educati che sono indispensabili per il gioco praticato dalla Fiorentina. Il suo pezzo forte è il gioco aereo ed è un difensore col vizio del gol: 5 in 31 partite lo scorso anno, mentre in 13 partite in questa stagione è arrivato a quota 2.

    Inizia la carriera in Serbia al Cukaricki, dove attira ben presto le attenzioni della Stella Rossa a suon di buone prestazione. I biancorossi portano Vilotic al Marakana nel 2009 come una delle grandi promesse del calcio serbo, ma solo un anno più tardi, al termine della prima partita di campionato, la sorte si abbatte sul ragazzo: Vilotic confessa al medico sociale di non ricordarsi dell'ultima mezz'ora della partita che aveva appena giocato. Le analisi a cui si sottopose svelarono che si trattava di un tumore, un evento che lo costrinse già a 24 anni a giocarsi la partita della vita. Si opera a Bologna, dove entra in contatto con l'ex calciatore di Lazio e Inter Dejan Stankovic pochi giorni dopo la scoperta della malattia. Dopo poco più di 6 mesi, Vulotic riesce a vincere la sua personale battaglia tornando in campo dopo aver vinto il tumore.

    Nella stagione successiva al suo ritorno in campo gli viene affidata la fascia di capitano da Robert Prosinecki, ma dopo un solo mese finisce fuori rosa per un'imitazione non gradita del suo allenatore. La pace fu fatta su iniziativa della dirigenza pochi mesi più tardi ma, dopo la sconfitta in un derby contro il Partizan Belgrado, Vilotic litiga con alcuni compagni e viene nuovamente estromesso dal giro della prima squadra fino alla scadenza di contratto. Circostanza che gli vale un record negativo come il capitano meno duraturo nella storia della Stella Rossa, solo 26 giorni. Da lì il trasferimento al Grashoppers in Svizzera, dove la sua carriera riparte di slancio. Guida la squadra di Zurigo alla vittoria della coppa nazionale nella stagione 2012/13 segnando il rigore decisivo contro il Basilea in finale. Un gol festeggiamento però in maniera troppo accesa, con l'utilizzo di un fumogeno che gli comporta una convocazione di fronte al tribunale sportivo elvetico. Per sua fortuna, il procedimento si conclude solo con un avvertimento, che si sarebbe trasformato in una sanzione più grave di reiterazione del comportamento.

    Tornando al campo, le sue ottime prestazioni attirano l'interesse di squadre come Lazio, Inter e Genoa nel 2013 ma un infortunio ai legamenti del ginocchio fa saltare il suo trasferimento in Serie A. Nel febbraio del 2014, il passaggio al Young Boys, uno dei più grandi trasferimenti del calcio svizzero. Adesso difficilmente si lascerà scappare la seconda occasione di giocare in Serie A. A Firenze non avrebbe  problemi di adattamento vista la presenza di Kalinic, Badelj, Ilicic e Tomovic, giocatori che potrebbero aiutarlo ad ambientarsi più velocemente in caso di arrivo in Italia.

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