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  • Violamania:| Bisogna ancora crescere...

    Violamania:| Bisogna ancora crescere...

    Due i fatti che hanno attirato l'attenzione dei tifosi viola durante una sosta per gli impegni della Nazionali tanto lunga quanto inopportuna, visto che la Fiorentina dopo il successo contro il Bologna sembrava lanciata verso il suo miglior momento in questo inizio stagione. Il primo è relativo alle parole dell'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che ha definito la città di Firenze 'piccola e povera', salvo poi tentare vani recuperi con dichiarazioni riparatorie. Il secondo è legato al fatto che la giuria del 'cartellino viola', riconoscimento quest'ultimo che vuole premiare ogni mese un gesto di fair play nel mondo del calcio, sarebbe stato assegnato da una giuria di giornalisti a quel Miro Klose protagonista anche del famoso gol in clamoroso fuorigioco realizzato contro la Fiorentina nella Champions League 2009-2010.

    I due fatti sopracitati paradossalmente si legano, perché se è vero che le parole di Marchionne sono sbagliate e fuori tempo, una reazione di pancia priva di logicità, il fatto che Firenze nei suoi ultimi anni non sia cresciuta affatto in termini di mentalità e che ami 'sguazzare' nei propri orticelli e nel provincialismo più bieco è un fatto innegabile. Una città dal passato così glorioso fa fatica ad evolversi e, turismo a parte, non riesce a migliorare la propria condizione. Colpa della mentalità del fiorentino medio, che ama sentirsi vittima e condurre battaglie contro quel 'potere' che gli impedirebbe, a suo dire, di crescere. Ecco perché, ad esempio, da queste parti la partita con la Juve è ancora quella con la P maiuscola, ed ecco perché non si riesce a capire che sì, quella sera all'Allianz Arena l'attuale bomber della Lazio sbagliò ad esultare dopo un gol palesemente da annullare, ma che tutto ciò avvenne soprattutto perché Ovrebo lo permise, e che nel calcio, come nella vita, si può perdonare e crescere.
     
    La famiglia Della Valle ha sempre denunciato un certo tipo di mentalità - soprattutto a livello imprenditoriale - molto provinciale, parlando di Firenze, sbagliando però poi a dividere tra giusti e sbagliati i tifosi viola. Diciamo che dalla scorsa estate Andrea Della Valle, che è un galantuomo e mai è stato sentito parlar male di chi lo ha attaccato anche pesantemente, ha deciso di invertire la tendenza. La Fiorentina è tornata ad essere una società organizzata e professionale, che si apre al mondo e cerca di crescere anche con quella critica dura che un tifoso, innamorato pazzo della sua squadra, può riservarle.
     
    A provare a far crescere in quanto a mentalità prima la sua squadra e poi anche i tifosi sta pensando inoltre Vincenzo Montella, la vera sorpresa positiva dei primi 45 giorni di campionato. Il tecnico di Castello di Cisterna, dopo aver creato un gruppo e dato un gioco ai suoi ragazzi, ora deve far fare il salto di qualità alla sua rosa, ad esempio con un bel successo esterno, che dia concretezza alla classifica. Serve una crescita a livello di personalità perché la Fiorentina si possa elevare dalla sua realtà nazionale e torni a calcare i palcoscenici europei, quelli che storicamente le competono. In modo che la partita con la Juve resti importante, ma che le notti di metà settimane diventino più interessanti dei week-end sempre meno attraenti del nostro campionato.

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