Calciomercato.com

  • Violamania:| De Silvestri, il nuovo leader

    Violamania:| De Silvestri, il nuovo leader

    • Luca Cellini

    Ci sono due sogni che mi piacerebbe venissero realizzati, uno a medio breve termine ed uno più in là nel tempo. Fatto salvo che, anche per via della lunga lista degli infortunati e di un'esperienza tecnica di Mihajlovic assolutamente insufficiente per allenare un gruppo abituato a confrontarsi ad alti livelli, che aveva bisogno di certezze e andava ri-stimolato - cosa che non era stata fatta adeguatamente la scorsa estate -, il primo obiettivo, quello a medio-breve termine, è continuare nell'impronta data alla squadra, ancora a sprazzi e senza una continuità di gioco (ma almeno di risultati), da parte di Sinisa Mihajlovic. Salvo sfortune o imprevisti lungo la strada, contro il Lecce - partita assolutamente da vincere fra tre giorni - potrebbero andare in campo gli stessi undici scesi in campo dal primo minuto contro il Napoli, in un progetto tattico che finalmente potrebbe avere una sua continuità. Il primo obiettivo rimane la salvezza per una rosa ancora incompleta e su cui sono necessari i giusti innesti, per non ripetere gli errori dell'ultimo anno, specialmente riguardo la peccaminosa campagna acquisti di un anno fa che ha rovinato tecnicamente la Fiorentina sul campo e nello spogliatoio.

    La frase che più mi ha colpito del dopo gara di Napoli è stata quella di un giocatore che, quando arrivò, non era (giustamente) la prima scelta nel suo ruolo. Impossibile dare torto a Prandelli quando, davanti alla possibilità di prendere uno fra Ebouè e De Silvestri, l'attuale ct della Nazionale optava per il primo, più pronto per i palcoscenici da Champions League e per i vertici della classifica. L'ex capitano dell'Under 21 però si è fatto largo, è cresciuto, è anche caduto, tanto da far arrabbiare il neo allenatore Mihajlovic, che è stato tradito dal rendimento del ragazzo nella prima parte della stagione, ma ha saputo recuperarlo - 'farlo tornare con i piedi per terra', come ha confessato il mister di Vukovar dieci giorni fa - e dargli l'autorità per diventare uno dei leader dello spogliatoio. E tornando a quella frase nel post gara del San Paolo, il terzino destro classe '88 viola ha confessato come 'la rinascita dello spogliatoio è merito del gruppo, finalmente compatto, e della società che ci è stata vicina'. Ovvio che l'isolamento di Mutu e le dichiarazioni finalmente nitide, come quelle dell'amministratore delegato Mencucci che ha parlato di 'tutti sotto esame fino a fine stagione', o comunicati come quello sull'incedibilità di Gilardino, abbiano avuto un grande valore.

    E veniamo al sogno che mi piacerebbe venisse realizzato a lungo termine. Oggi capire il progetto Fiorentina non è facile. Per Mihajlovic è una squadra giovane, da costruire passo dopo passo, con pazienza. Per qualche altro dirigente la squadra gigliata deve essere per forza una rosa che mischia campioni e giovani di valore, da prelevare anche dal proprio settore giovanile e che, visto il monte ingaggi (il quinto in Italia), ha l'obbligo ogni anno di entrare in Europa. Chi può fare chiarezza è una persona sola: Diego Della Valle. Mi piacerebbe che quest'ultimo, oltre che trovare tempo per tenere lezioni alla Bocconi di Milano, stimolasse il fratello a tornare presidente della società, organizzasse una bella conferenza stampa a Firenze, aperta a tutti, magari anche ai tifosi, e chiarisse una volta per tutti l'idea di Fiorentina che verrà. Evitando di parlare di rosiconi, mamme Ebe e politici che ostacolano il futuro della società di cui è azionista di maggioranza. Dicendoci da chi ripartire con certezza, sfruttando il vento favorevole di questo periodo positivo che però ha bisogno di conferme. La strada per ripartire è ancora lunga, ma se Diego Della Valle ritrovasse la forma e l'amore che ha messo in questo club nei suoi primi cinque anni da padrone della Fiorentina, il futuro sarebbe visto con occhio benevolo anche da chi rimprovera questa società.

    Altre Notizie