La Fiorentina lavora al match di Verona contro il Chievo di domenica e cercherà di arrivare alla sosta con un risultato positivo, che possa permettere a Pioli di lavorare con serenità in una posizione di classifica che, in caso di risultato negativo, si complicherebbe a dismisura. La Fiorentina ha vinto fino a qui due gare su sei, contro Verona e Bologna, ma al cospetto delle big o delle dirette concorrenti all'Europa ha ottenuto solo un punto in quattro gare perdendo contro Inter, Sampdoria e Juventus e pareggiando con l'Atalanta, con sette gol subiti e solo due realizzati, un bilancio davvero poco lusinghiero.

BABA, CHE VUOI FARE? - Al netto delle disattenzioni difensive, la Fiorentina resta un cantiere aperto soprattutto in fase di costruzione dell'azione e di avvicinamento all'area avversaria. I viola fanno una gran fatica a creare gioco e troppo si affidano al lancio lungo su Simeone, male accompagnato dai compagni. L'argentino è spesso troppo solo in avanti e fatica a fare reparto da solo, soprattutto per una questione fisica. Il ruolo da attaccante solitario si adatterebbe meglio a Babacar, ma il senegalese sta vivendo una fase difficile della sua carriera, di nuovo subalterno nei progetti tattici dell'allenatore: dopo Montella e Sousa anche Pioli lo vede poco. Sicuramente colpa sua, della sua indolenza e della poca cattiveria agonistica che dimostra quando viene chiamato in causa. Da oggi a gennaio deve dimostrare cosa vuol fare da grande, altrimenti la Fiorentina potrebbe e dovrebbe pensare a metterlo di nuovo sul mercato.

REBUS MODULO - Ma quali soluzioni potrebbe avere Pioli per migliorare il gioco e rendere la Fiorentina più pericolosa? Non molte per la verità. Innanzitutto viene spontaneo pensare che rafforzando il centrocampo la Fiorentina diventi più solida, più protetta in fase difensiva e aumenterebbero le soluzioni offensive. Il passaggio al 4-3-3, con Benassi mezzala implicherebbe però la presenza di esterni offensivi veri, di qualità. La Fiorentina ha Chiesa, Gil Dias e volendo Gaspar, stop. Ha invece una batteria di trequartisti e seconde punte, da Eysseric a Thereau, passando per Saponara che deve ancora esordire in campionato e, a parole, è il giocatore che potrebbe far fare il salto di qualità al gioco viola. Difficile crederlo davvero. E difficile trovare soluzioni credibili in un gruppo costruito in modo disomogeneo. Basti pensare che, in pratica, mancano le alternative a Veretout e Badelj considerando Sanchez di livello molto inferiore e Cristoforo non adatto a questo campionato. Un lavoro enorme attende quindi Pioli, ma le avversarie non attendono e per questo la gara col Chievo è fondamentale per evitare di impantanarsi nella parte destra della classifica dove una squadra giovane e inesperta della Serie A come questa rischierebbe di trovare nuove fonti di stress e di tensioni.