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  • Violamania: provateci ancora, Pradè e Macia

    Violamania: provateci ancora, Pradè e Macia

    Chi si aspettava che dalla bocca del direttore sportivo viola Daniele Pradè venerdì scorso potesse rouscire parole diverse da quelle pronunciate dalla ex dirigente della Roma targata Sensi, evidentemente vive nel mondo dei sogni. Partiamo dall'apprezzamento: in una realtà, quella viola, che a 12 anni da quando e'stata affidata alla famiglia Della Valle, fa ancora immensa fatica o per meglio dire finge di non capire, quali devono essere i giusti meccanismi comunicativi, ovvero chiarezza, trasparenza ed apertura totale a media e soprattutto tifosi, il classe '67 ternano ci ha messo la faccia e le parole. Magari ha dovuto raccontare qualche bugia, sicuramente si è preso colpe ed assunto responsabilità che non gli spettavano ma ci ha provato, con quella faccia da parac... che a volte nella vita serve.

    Chi si attendeva ammissione di errori, fucilazioni in sala mensa dell'allenatore, per le scelte tecniche sbagliate da quest'ultimo, sparate a zero su giocatori che non rendono per il loro stipendio o atteggiamento da scaricabarile verso ad esempio la sua proprietà, evidentemente vive il calcio alla play-station e non nelle stanze di una società che fattura milioni di euro e, non puo' permettersi bilanci stagionali già a metà novembre. Che qualcosa non abbia e non stia funzionando nella Fiorentina in tutte le sue componenti, Daniele Pradè lo sa meglio di qualsiasi altra persona che lavora con lui nella sede di via Manfredo Fanti a Firenze. Il d.s. viola conosce le cose da sistemare e dove agire e si è già messo all'opera nelle ultimissime opere con un'operativitività che pare essere tornata finalmente nelle sue mani.

    Detto che sarebbe stato saggio che anche Andrea Della Valle avesse deciso di metterci la faccia in queste ore, se non con la stampa, almeno con la sua squadra e con l'allenatore cui ha deciso di far rinnovare il contratto fino al prossimo giugno 2017 soltanto 15 mesi, con magari pure qualche senatore dello spogliatoio che doveva dare spiegazioni sulle ultime insulse prestazioni della formazione viola, non degne di una piazza che è invece sempre stata al fianco della squadra; ora e' il momento della cara vecchia e magari un po'ipocrita unita' di intenti. Elencare cosa ci sarebbe da fare per capovolgere completamente la situazione alla Fiorentina e'compito che spetta ai dirigenti che, comunque, nonostante le ultime pozzanghere in cui sono infilati, hanno dimostrato nel recente passato capacita'di risollevare situazioni ben peggiori. Ora facciano fronte comune, agiscano con rapidità' ed efficacia su tutti i versanti e, poi a fine stagione si fara'un'analisi approfondità delle responsabilità. Non sarà facile risalire la china con un attacco decimato, uno spogliatoio fin troppo folto ed un allenatore che pare in confusione mentale. Ecco, se l’invito a Pradè e Macia è quello anche di fare un grande mercato invernale, soprattutto in uscita; il principale è di dare pure serenità di giudizio ed equilibrio al Montella recentemente apparso smarrito nelle idee e nervoso dal punto di vista dialettico. Che sia vera o no la storia che questa non è una stagione da fine ciclo, ci sono tre obiettivi ancora da poter agguantare, e 6 mesi da onorare al massimo. Tutti lavorino per il bene comune e non per interesse personale, altrimenti la strada che adesso appare dura, potrebbe diventare una montagna troppa impervia da scalare ed i metri che separano dalla vetta da raggiungere, un traguardo impossibile da centrare.
     

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