Come un fulmine a ciel sereno, nelle ultime 24 ore si è consumato quello che nessuno a Crotone avrebbe potuto anche solo lontanamente immaginare, ovvero la separazione con l'allenatore, Davide Nicola, che ha deciso di presentare le proprie dimissioni. Una scelta sorprendente, che ha lasciato di stucco giocatori, staff e anche la dirigenza della società. Nelle prossime ore verrà comunicato il nome del suo successore, con la volata finale tra Gianni De Biasi, Stefano Colantuono e la sorpresa Alessandro Nesta, idea anche della Ternana. Per fare chiarezza su queste ultime frenetiche ore, durante le quali si è parlato anche di uno scontro fisico tra lui e lo stesso Nicola, Calciomercato.com ha contattato il direttore generale del Crotone, Raffaele Vrenna.

Direttore, si sono fatte tante ricostruzioni su queste dimissioni, anche una secondo cui lei e Nicola sareste arrivati alle mani nell'intervallo di Crotone-Udinese. Ci può chiarire cosa è successo?
Lunedì sera, al 45esimo, il presidente è sceso nello spogliatoio per caricare la squadra, che in quel momento stava perdendo 1-0. Nulla di straordinario. Io non ero nemmeno presente, a differenza delle altre volte, quindi ci tengo a smentire categoricamente queste voci totalmente false.

Come si è arrivati all'addio?
Al termine della gara ci siamo salutati con i giocatori e i componenti dello staff tecnico, delusi com'è normale che sia dopo una sconfitta, ma senza sospettare quello che poi sarebbe successo. Ieri, poi, ho ricevuto una telefonata, durante la quale mi è stato comunicato che l'allenatore aveva intenzione di dimettersi.

Come avete preso questa sua decisione?
È stata una vera e propria sorpresa, siamo rimasti allibiti. Non ci saremmo mai aspettati una scelta del genere. Noi abbiamo sempre avuto fiducia in Nicola e nel suo lavoro e mai ci saremmo permessi di prevaricarlo. A testimoniare l'ottimo rapporto che c'è tra me e lui, dopo la riunione convocata per questa mattina, in cui abbiamo cercato di farlo tornare sui suoi passi, ci siamo parlati in privato e l'allenatore mi ha salutato commosso, lasciandomi con la promessa che si sarebbe preso ancora qualche ora per riflettere. Dopo che ci ha confermato sue dimissioni, però, non abbiamo potuto far altro che accettarle. Secondo noi c'è stato solo un fraintendimento, che si sarebbe potuto chiarire, non ci meritavamo questo addio, ma evidentemente Nicola la pensava diversamente.

Lo scorso anno avete dimostrato questa fiducia confermandolo quando le cose non stavano andando bene.
Esatto, e non so quante altre società si sarebbero comportate allo stesso modo. Con tutto il rispetto per Nicola, noi abbiamo creduto in lui e insieme abbiamo raggiunto la salvezza. 

La squadra come ha reagito?
Com'è normale che sia, sono rimasti sorpresi, ma ho voluto parlar loro chiaramente e, da professionisti quali sono, hanno capito la situazione. Ora ci sarà da rimboccarsi ancora di più le maniche, ma sono sicuro che non ci deluderanno.

Nelle ultime ore lei e anche la sua famiglia siete finiti nel mirino delle critiche di diversi tifosi.
È degradante e deludente sentire queste lamentele e sentirci rivolgere la colpa per qualcosa che non abbiamo commesso. Io sono il primo dirigente a stare vicino, ogni giorno, alla squadra. In questi anni insieme alla mia famiglia ci siamo dedicati anima e corpo al Crotone, portando avanti investimenti importanti per la società, costruendo un centro sportivo di livello, allestendo una rosa che, nonostante l'opinione di tanti, non sta affatto sfigurando in questa stagione e con ben sei giocatori che fanno costantemente parte delle rispettive nazionali.