Il 12 agosto è un giorno importante per tutti i giovani del mondo. Le Nazioni Unite hanno infatti proclamato lo Youth Day, la festa internazionale riconosciuta proprio dall'Onu in cui si celebrano i giovani ragazzi di tutto il mondo. In tanti anche in Italia hanno celebrato questa atipica festività e fra questi c'è anche l'Inter che con l'Onu ha da sempre un rapporto privilegiato.

CAMPIONATO PRIMAVERA, UNA NUOVA ERA - Ma per il nostro calcio parlare di giovani vuol dire, principalmente Campionato Primavera, l'ultimo step di crescita dei ragazzi destinati a diventare professionisti. Un campionato criticato a lungo, ritenuto poco formativo e, soprattutto, poco competitivo data la particolare formula a gironi territoriali in cui era strutturato. Ma da questa stagione il campionato Primavera ha subito una drastica ristrutturazione. Addio ai tre gironi e via al girone unico con 16 squadre selezionate in base al ranking delle ultime stagioni. Un campionato vero e proprio come la Serie A, che avvicina la Primavera a quel concetto di seconde squadre tanto voluto da alcuni top club italiani.

FINALMENTE LA SVOLTA - La nuova formula prevede una divisione della categoria in due livelli, la Primavera 1 a girone unico con 16 squadre e la Primavera 2 con due gironi, ciascuno da 13 formazioni. Rimarranno i playoff, vero e proprio evento per il torneo a cui accederanno le prime due squadre classificate a cui si aggiungeranno altre due squadre uscite dagli spareggi fra 3a e 6a e fra 4a e 5a.  Al torneo Primavera 1 sono state ammesse Atalanta, Bologna, Chievo, Fiorentina, Genoa, Hellas Verona , Inter, Juventus , Lazio, Milan, Napoli, Roma, Sassuolo, Sampdoria, Torino e Udinese ed è questa la vera e propria rivoluzione tanto attesa a livello giovanile. 

LA RIVOLUZIONE TANTO ATTESA - Si perchè qual è il modo migliore per ampliare la competitività di un torneo? Far affrontare durante l'anno le migliori formazioni disponibili. Gli scorsi anni, infatti, Inter e Milan (ad esempio) non affrontavano mai formazioni altrettanto importanti a livello giovanile come Juventus, Fiorentina o Roma e Lazio. La territorialità dei vecchi campionati  (ad eccezione dell'ultimo in via sperimentale) imponeva questi scontri soltanto durante i playoff. Il girone unico è il primo passo per portare i ragazzi della Primavera verso nuovi obiettivi, nuove rivalità e assaggiare con maggiore costanza e attenzione le sensazioni che solo i grandi incontri possono regalare. Ampliare il numero di scontri diretti, inoltre, consente anche ad un maggior numero di tifosi di seguire la squadra, mettere pressione dall'esterno a ragazzi spesso troppo cullati e coccolati. I giovani che, finora hanno sempre avuto bisogno di almeno due anni di apprendistato nel calcio dei grandi arriveranno al confronto con la prima squadra più pronti e, probabilmente, molto più formati. La scommessa è stata piazzata, chi saprà coglierla avrà un grande vantaggio sulle rivali nel breve periodo.

@TramacEma