Se non è un record, poco ci manca. Nello spazio di 11 giorni, il Pescara di Zdenek Zeman riesce nell'impresa di pareggiare tre partite nelle quali era sempre stata avanti nel punteggio facendosi rimontare complessivamente 7 gol. 3 contro la nuova capolista della Serie B, il Frosinone, dopo la tripletta di Pettinari, 2 nel match di domenica scorsa contro la Salernitana e infine altri 2 nell'ultimo turno contro la Virtus Entella. Una tendenza che inizia a diventare un vizio, un gioco pericoloso, che non smuove la classifica e che dimostra probabilmente lo scarso equilibrio della formazione abruzzese e che pone più di qualche dubbio sul calcio proposto dal suo allenatore.

In tutte le partite prese in esame, il leit motiv è rappresentato da un Pescara travolgente, dominante sul piano del gioco e atletico per tutto il primo tempo, salvo poi andare incontro a un calo drastico nel corso dei secondi 45 minuti. Zeman ha fatto buon viso a cattiva sorte a fronte di un mercato che gli ha messo a disposizione un centrocampo e un attacco di livello, mentre la difesa non appare oggi all'altezza degli altri reparti; una convinzione che sembra albergare nella testa del boemo, che nonostante tutto continua a proporre un calcio tanto rischioso quanto dispendioso. Al di là dell'insolito record regalato da questa sequenza ravvicinata di partite, la zona playoff dista solamente un punto ma, per fare un campionato di vertice, il Pescara deve cambiare immediatamente indirizzo.