Palermomania

Palermomania: Tra mugugni e velleità

foto gettyimages/AFP
12:19 del 27 gennaio
Di:
Daniele
Valenti
 

Se vendi Pinilla a gennaio, il tifoso mugugna. È un assunto: per la gente che segue la squadra senza conoscerne le ragioni più profonde, non ci si può privare a campionato in corso di un attaccante formidabile... anche se solo nella scorsa stagione. E non si può cedere una forza della natura (fino alla scorsa stagione...) a un club come il Cagliari, che nella scala gerarchica sta ampiamente sotto il Palermo. Che però si è fatto due conti, magari senza neanche riuscire a quantificare gli infortuni del centravanti cileno. Fisico di cristallo e muscoli di burro sono un cocktail esiziale servito sempre nel solito posto: l'infermeria.

Pinilla, inoltre, aveva smarrito le motivazioni. Non sentiva più la fiducia della società e dello staff tecnico, non avvertiva più l'affetto indefesso del pubblico. E quando si esaurisce l'ardore psicologico, non c'è prepotenza tecnico-atletica che tenga. A parlare sono i numeri, incontrovertibile cartina di tornasole di quello che succede: Pinilla quest'anno ha segnato solo due gol, di cui uno su rigore. E le cronache hanno fatto a gara per tratteggiarne l'inatteso anonimato sul campo. Forse Mauricio a Cagliari si riscoprirà Pinigol; noi glielo auguriamo sinceramente, anche perché il suo cartellino è ancora nel baule di viale del Fante.

Mentre monta il malcontento per la cessione di Pinilla - ai posteri l'ardua sentenza -, l'animo schizofrenico del tifoso spiega le vele verso i sogni. La vittoria sul Genoa ha rinfocolato gli entusiasmi e arricchito la classifica, che adesso recita nono posto a quota 24. Domenica arriva il Novara, un'onesta formazione di B trapiantata in serie A e destinata a un fisiologico ritorno tra i cadetti. Vincere non è un obbligo, ma l'unico pronostico logicamente attendibile. Vuoi vedere che con il secondo successo di fila e 27 punti qualcuno tornerà a parlare di Europa, quando fino a una settimana fa l'incubo era la retrocessione? La velleità, del resto, è la patente del tifoso. Così come il mugugno.

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