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Parmamania: Non è ancora finita
Mattia
Fontana
Non è ancora finita, meglio sottolinearlo chiaramente. Qualcosa è girato dopo l'incredibile serie di otto partite senza vittorie. E con due successi nelle ultime tre partite il Parma può dire di aver davvero ingranato la marcia giusta verso la salvezza. Eppure, non è ancora deciso nulla. Anzi, il margine sulla terzultima è tutto fuorché rassicurante se si considera che il Lecce è ora a quattro punti di distanza.
Di buono c'è che la lotta per non retrocedere coinvolge ancora molte formazioni e la bagarre potrebbe in fondo in fondo aiutare anche il Parma. Di cattivo c'è che ora si va su un campo storicamente proibitivo come quello di Palermo, lì dove i crociati dovranno per forza di cose strappare punti importanti per poi decidere davvero la salvezza con le due partite successive. In casa con il Cagliari e in trasferta a Lecce.
Ma come si può ottenere questa salvezza, sempre più vicina eppure sempre lontana? Anche il 2-0 di mercoledì sera al Novara conferma che qualcosa manca. Un buon primo tempo, tanta grinta e tanta aggressività da parte degli uomini che devono fare la differenza (Mariga, Giovinco e Floccari su tutti). Eppure la ripresa ha testimoniato ancora una volta che questa squadra soffre di troppe pause. Come fare, dunque? Con il gioco, quello che ancora si è visto soltanto a tratti nella gestione di Roberto Donadoni.
Il Parma non riesce mai a condurre una partita dal primo all'ultimo minuto, limitandosi a sprazzi determinati soprattutto dal fattore atletico. Serve più compattezza, più capacità di gestire il pallone nei momenti caldi (quando invece si finisce spesso per spazzarla lunga), e anche una maggiore sicurezza collettiva. Tutti elementi che dovranno essere in campo già al 'Barbera'. Altrimenti la salvezza potrebbe davvero restare un'impresa da conquistare soltanto all'ultima giornata.


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