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Juvemania. Fassone, ex bianconero ora all'Inter: non faccia il voltagabbana

Marco Fassone dirigente
Di:
Gianluca
Minchiotti
 
14 settembre alle 17:45

C'era una volta Marco Fassone, dirigente prima della Juventus e poi del Napoli

Piemontese di Pinerolo, classe 1964, Fassone entra nella Juventus di Antonio Giraudo e Luciano Moggi nel 2003: direttore marketing, a stretto contatto con l'ad Giraudo. In bianconero, Fassone attraversa l'era pre-Calciopoli, il periodo 2004-2006 di Calciopoli (senze essere minimamente toccato dai processi) e l'immediato post-Calciopoli, fino al 2010. In quell'anno, il Napoli di Aurelio De Laurentiis gli affida la carica di direttore generale. Un incarico che Fassone ricopre fino al 22 maggio 2012, data nella quale la società partenopea annuncia ufficialmente la rottura del rapporto. Passa meno di una settimana e l'ex collaboratore di Giraudo alla Juve entra a far parte della dirigenza dell'Inter, con il ruolo di dg.  
 
E qui scopriamo un nuovo Fassone, come si evince dalle parole pronunciate dal dirigente nerazzurro venerdì: "Ho trovato qui la certezza di credere in valori specifici come etica e trasparenza. Non sono solo parole, ma fanno parte del DNA di questa società che io sto imparando a conoscere. Nel momento in cui scelgo quei valori e so che la mia società è associata a quei valori, so che il mio prodotto può fare strada, non soltanto in Italia, ma in ambito internazionale".
 
Ci piacerebbe sapere, a questo punto, se quando Fassone lavorava per la Juventus o per il Napoli non credeva nell'etica e nella trasparenza. Sembrerebbe proprio così, visto che lui stesso afferma di aver trovato all'Inter la certezza di credere in determinati valori. E allora, come seconda curiosità, ci piacerebbe sapere quali comportamenti non etici e non trasparenti ha messo in pratica, o ha visto mettere in pratica, quando era alla Juventus o al Napoli. In mancanza di risposte, per il momento l'ipotesi più probabile ci sembra quella del 'voltaggabana', a parole, dell'etica. Del tipo: ho sempre creduto nell'etica e nella trasparenza, e ho sempre agito di conseguenza, ma dire di avere imparato a credere in determinati valori da quando sono all'Inter, la società degli onesti e degli smoking bianchi, fa molto più cool. E ti fa perdonare, da parte della tifoseria nerazzurra, il passato juventino... 
 

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10:34 del 11 settembre  
Tristan
@Magutt: Non serve che vada da un giudice,mi pare che alcune marachelle siano già state appurate e punite da più gradi di sentenza,ordinaria e sportiva. Cosa fa,va a raccontare ai magistrati quello che già è stato certificato?
10:32 del 11 settembre  
Tristan
@Tiger Eyes: Come ripeto ormai da più di un anno....quella NON è una sentenza,è una relazione di chi vorrebbe Conte,Bonucci e Pepe Squalificati per ANNI.....ora,fate pace col cervello,o Palazzi ha sempre ragione oppure può,in alcuni casi,esagerare e addirittura dire inesattezze...Non è possibile che se va contro la Juve sbaglia ed è interista ma se dice qualcosa contro l'Inter diventa un messia!!!
09:00 del 11 settembre  
Tiger Eyes
"Ho trovato qui la certezza di credere in dei valori specifici come etica e trasparenza. Non sono solo parole, ma fanno parte del DNA di questa società che io sto imparando a conoscere. Nel momento in cui scelgo quei valori e so che la mia società è associata a quei valori, so che il mio prodotto può fare strada, non soltanto in Italia, ma in ambito internazionale”. Etica e trasparenza, un po’ come etico e trasparente è stato il deferimento di Palazzi del luglio 2011: “Questo Ufficio ritiene che le condotte in parola siano tali da integrare la violazione, oltre che dei principi di cui all'articolo 1 (slealtà sportiva), comma 1, CGS (codice di giustizia sportiva), anche dell'oggetto protetto dalla norma di cui all'articolo 6 (illecito sportivo), comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società Internazionale F.C. mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di alterità, terzietà, imparzialità e indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale”. Ma non ditelo a Fassone, potrebbe restarci male….
02:47 del 11 settembre  
fiuto joe
Avete fatto caso che, malgrado Fassone abbia lavorato per Napoli e Rubentus non c'e' neanche un commento di un tifoso napoletano? Permalosetti e codine di paglia i rubentini ah ah ah ah ah!!!
00:54 del 11 settembre  
"Ci piacerebbe sapere, a questo punto, se quando Fassone lavorava per la Juventus o per il Napoli non credeva nell'etica e nella trasparenza"... Evidentemente si è accorto della differenza tra LADRI per dna e non.... Fate schifo anche ai vostri dipendenti, ma vi rendete conto di COSA siete?....
00:32 del 11 settembre  
Wolfgaard
va' che ti aspettano al processo Telecom....
23:26 del 10 settembre  
Boevik74
E quindi?
22:56 del 10 settembre  
Grande Fassone portaci nel mondo!!Fassone uno di noi..!!!finalmente in una societa' seria..
22:40 del 10 settembre  
penny_659a879
@milan6: (sempre che pubblichino il post). Hai ragione!
21:57 del 10 settembre  
Magutt
@Resa dei conti: Un ingrato può passare per maleducato, ma li finisce. Parlare di "etica e trasparenza" lasciando chiaramente balenare che dove sei stato prima gli affari erano loschi, è vigliacco. O dici chiaramente davanti ad un giudice quello che succedeva e qual'era il tuo ruolo, perchè questo tizio non era certo l'omino delle pulizie, oppure si lavi la bocca. Fossi un giudice chiederei subito un chiarimento. Ah, già, è un tesserato dell'Inter: insabbiare!
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