Rassegna stampa

Roma: Giù le mani da Adriano

18:58 del 07 settembre

A quanto pare, tra le tante cose di cui ha o avrebbe bisogno Adriano per tornare quello che tutti e lui per primo rimpiangono, cioè calma, serenità, tempo, affetto, motivazioni e tutti i sinonimi che vi possono venire in mente, non figura al momento il termine rispetto,

che poi ben si sposerebbe a tutte quelle cose appena menzionate: rispetto per il tempo di cui necessita la sua messa a punto, per la calma con cui dovrebbe ritrovare la dimensione di giocatore competitivo anche in Europa, rispetto per una dimensione affettiva e privata da tutelare in quanto può fungere da volano ai suoi speriamo ritrovati entusiasmi.

Siccome si parla di Adriano, pare esista la franchigia necessaria per invadere il terreno non solo del suo privato, ma addirittura della sua psiche, del suo ego definito ora ipertrofico ora abbattuto al punto tale da giustificare l’utilizzo del termine "depressione" ignorando la gravità che questo comporta a livello clinico. Sin dai tempi dell’Inter, in verità. Però all’epoca, il che non è certo una giustificazione, c’erano almeno episodi conclamati di "devianza" dei comportamenti del giocatore rispetto ai dettami della vita da atleta. Qui a Roma invece, dove il giocatore stava e sta vivendo il tentativo di una rinascita, come uomo e come professionista, tentando di sfruttare un periodo avvolto innanzitutto nel silenzio, sinonimo di meditazione e ricerca di nuove motivazioni, ecco che si sceglie di parlare di lui nonostante tutto, di pescare nel pozzo degli stereotipi forniti dai comportamenti che speriamo appartegano solo al suo passato, di descriverlo come nuovamente sconfitto dalla vita e dalle proprie debolezze.

Soltanto perchè è arrivato Borriello, che non ha un grammo di sovrappeso e che non deve smaltire infortuni. Cos’è questo psicologismo d’accatto? Quale motivazione muove la penna di giornalisti che si ricordano di Adriano dando per scontato l’esito negativo della sua scommessa, che procedono di luogo comune in luogo comune fornendo non informazioni su come il tentativo di recupero sta procedendo, ma su come secondo loro è quasi scontato che possa andare a finire, solo perché si tratta di Adriano, quello dei festini e delle donne, del sovrappeso e della tristezza. E’ un esercizio retorico molto facile e anche di sicuro risalto quello di tratteggiare un "personaggio" senza dare alcuna possibilità alla "persona", di mestare in un torbido che si pretende invincibile, inevitabile, come il destino di certi personaggi letterari. Oppure, in altri termini, si chiama processo alle intenzioni, con meno letteratura e molta più volgarità. Per quanto ci riguarda, preferiamo pensare ad Adriano come ad un calciatore che al momento ha bisogno di tempo e non di riflettori, di parole affettuose e non scontate: di una possibilità, insomma. Quella che gli nega chiunque ne scriva, ancora oggi, con il maldestro pietismo di chi lo considera condannato agli eccessi e alla debolezza.


(Il Romanista)

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12:39 del 08 settembre   scritto da Tyler
 
 
 
Anche secondo me, problemi fisici permettendo, il vero Adriano potremo iniziare ad intravederlo dopo la fine dell'anno.
22:58 del 07 settembre   scritto da jeanlukaz
 
 
 
ammazza che poema! :) per natale sarà in forma, adriano prima del nuovo anno non lo si vedrà...
19:34 del 07 settembre   scritto da altair4
 
 
 
devo essere fuori d'esercizio, se dopo poche righe mi e´ sembrato d'essere capitato in un articolo di psicologia e non di calcio. caro giornalista romanista, la serenita´, il rispetto, la pazienza e tutto il resto li meritano anche tutti gli altri giocatori, non solo quelli che per motivi diversi eccedevano nell'alcool (come vede ho usato il verbo all'imperfetto). a dire il vero in questo sito l'ultimo articolo che parla di adriano l'ho letto diverse settimane fa, invece non appena kuyt, non comprato ma forse solo appena desiderato dall'inter, si e´ lussato una spalla, vengo tenuto informato giornalmente del suo stato di salute. la pazienza nei confronti di un giocatore che non raggiunge i risultati sportivi per cui e´ pagato profumatamente, non e´ una qualita´ che oggigiorno viene consentita, ma non solo nei confronti dei giocatori della roma, anzi. o forse sperate che per grazia ricevuta si passi sotto silenzio il penoso tira e molla durato tutta l'estate per scucire otto milioni per un difensore mediocre? adriano e´ stato riverito, osannato e coccolato all'inter. per motivi vari (piu´ o meno validi) ha cessato di fare il calciatore professionista con dei comportamenti non consoni al suo status. se ne e´ voluto andar via, quasi dando all'inter la colpa di non volerlo o saperlo aspettare (e che siamo noi? babbo natale?). e´ stato un pochino nel suo brasile ma non sembra che sia migliorato decisamente (altrimenti non sarebbe ancora sovrappeso come dice lei...). ora approda a roma con grandi speranze. cosa volete? che vi facciamo un monumento per la vostra beneficenza verso i bisognosi o che mettiamo in dubbio l'efficacia sportiva di quello che voi vorreste propagandare come l'affare del secolo? se la roma ha voluto prendere un'altra punta (borriello) dopo che l'anno scorso giocava quasi senza, ci sara´ un motivo e voi lo sapete meglio di tutti gli altri. per cui: piantatela di cercare commiserazione! la realta´ del calcio e´ questa: se gioca bene e´ un'affare, ma se continua ad allenarsi e a restare in panca e´ una fregatura e per accorgersene, nel calcio di oggi, non bisogna aspettare fino a natale.
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