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liquidocane
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04.09 00:22 - liquidocane

Grande dirigenza bianconera

Cari tifosi bianconeri basta criticare Marotta e la dirigenza in generale. Hanno fatto un ottimo, quello che si doveva fare. A maggio, dopo la ventesima sconfitta stagionale e il centotrentasettesimo gol incassato per cola di Buffon con lo zampino beffardo di Bonucci, il buon dg se ne esce con una frase che io ritenevo fosse solo “ad effetto” per imbesuire ancora di più quel popolo di pecore che è la tifoseria Juventina: “L’anno scorso abbiamo puntato sulla quantità, creando una base, l’anno prossimo punteremo sulla qualità, acquistando almeno tre top player”. Allora mi sono detto: “sogno o son desto? Vuoi vedere che in Corso Galileo Ferraris hanno capito che per vincere ci vogliono, in primis giocatori forti?” La dichiarazione del buon Marotta è stata seguita dall’immancabile promessa di combattere per lo scudetto del 2006 da parte di quel brillantone di John Ellkan. E qui il tifoso bianconero quadratico medio va in brodo di giuggiole, perché nonostante la Juve si sia fatta recuperare 4 gol, giocando in casa contro l’ultima in classifica e con l’uomo in più, il futuro sarà roseo, avremo una squadra talmente forte di poterci permettere di tenere quel nanerottolo di Messi in panca, ci ritroveremo con qualche scudetto in più che arriverà via fax e se l’immenso John vorrà regalarci ancora un po’ del suo prezioso tempo, magari portiamo a casa la coppa Uefa del 79…..

A parte gli scherzi, io sono davvero felice di come la società si sia mossa, per i seguenti motivi.

Dopo 4 allenatori che hanno fallito, chi per poco carattere, chi per poca esperienza, chi per troppa ignoranza e superbia nel non saper adattare il gioco della squadra ai giocatori in rosa, chi per tutti i motivi sommati, si è deciso di puntare su un allenatore esperto che ha fatto gavetta ma ha una profonda conoscenza della serie A, con risultati che parlano per lui e che sa adattare il proprio gioco a tutte le situazioni.

Dopo aver comprato l’anno scorso 12 giocatori di cui molti comprati tanto per comprare, quest’anno gli innesti sono stati pochi e mirati a cominciare dai centrali di difesa, ruolo in cui eravamo più scoperti.

Non si sono presi scommesse, memori dell’acquisto di due anni fa di quel fantasista brasiliano che giocava nel campionato tedesco e sembrava fosse Maradona, rivelatosi poi più scarso di Marino Magrin, non si sono più prese scommesse dal campionato tedesco, dove magari non erano nemmeno titolari delle loro squadre.

Dopo i Motta e i Martinez, non si sono presi giocatori mediocri da squadre di bassa classifica, in tuoli già ampiamente coperti, per non rischiare di avere ulteriori invendibili l’anno prossimo

Non sono stati acquistati vecchi campioni sul viale del tramonto, scaricati dalle proprie ex squadre, perché ormai incapaci di produrre un rendimento consono al proprio balsone.

Tutti i giocatori che non rientravano più nei piani della società sono stati ceduti, avviando trattative con loro e con le nuove squadre per tempo, in modo avere una rosa completa ma non ridondante, senza dover pagare stipendi esorbitanti ad abitanti della tribuna. Cosa saggia in tempo di fair play finanziario.

Non abbiamo dimostrato che i soldi vengono prima di tutto, prendendo giocatori a parametro zero per poi rivenderli in Turchia, pur di accumulare qualche euro, senza magari accorgersi che quel giocatore era l’unico in rosa degno di ricoprire un certo ruolo.

La dirigenza aveva idee chiarissime, non le ha sbandierate ai 4 venti ed ha raggiunto sempre ed in tempi brevi l’obiettivo che si era prefissata, con coraggio e convinzione, senza farsi spaventare dal fatto che un top player di sicuro rendimento debba essere pagato da top player. La società ha dimostrato dia vere le idee chiarissime, ma dia vere ancora più chiara la strada per perseguirle.

Da ultimo vorrei ringraziare la società che non molla lo scudetto del 2006. E’ giusto, vista la strenua difesa prodotta nell’estate del 2006, dopo il ricorso al TAR, dopo aver gridato la propria innocenza chiedendo una B con penalizzazione, rivolere uno scudetto via fax. Da molta più emozione uno scudetto come questo che uno vinto vedendo giocare dei campioni con la maglia della propria squadra del cuore. Ma un grazie particolare va a chi ha avuto l’idea dello stadio. Con quello diventeremo più ricchi del Chelsea e del City messe insieme. Non è vero che lo stadio porterà nelle casse della società “solo” 20 mln all’anno; sono voci messe in giro da chi ci vuole male, mica da economisti di fama mondiale. (E poi vuoi mettere la soddisfazione di vedere Iaquinta che si infortuna seduto sul seggiolino antiemorroidi mentre tua moglie ti prosciuga la carta di credito facendo shopping nel centro commerciale di casa Agnelli?)

Un grazie anche ad Andrea Agnelli. Era proprio vero che con un “Agnelli” come presidente sarebbe rinata la passione per il gioco, la dignità, la serietà, ma soprattutto il vecchio e famoso stile Juventus.


DRRRRRRRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN. Sono le sette, la sveglia suona, i sogni possono continuare la prossima notte.
Grazie Antonio, ci hai riportato ad essere fieri della Juve