Leggenda Juve - Il blog di L'Intenditore calcistico

04.03.2013, 09:31

LA JUVE UMILIA IL NAPOLI. MA PULCINELLA SALVA I PARTENOPEI!

Prima di tutto, rendiamo onore al Napoli e al suo record.
Come che record? Quello delle 31 partite consecutive senza subire rigori. Un solo rigore contro nelle ultime 62 partite! Mica cotica. Dai, scherzavo. Il record storico appartiene all'onesta Inter degli anni '60, con le sue 99 partite senza rigori contro. Ma il Napoli non deve scoraggiarsi, continuando così può farcela.

Senza perderci in inutili sofismi, partiamo da una tesi inoppugnabile: il Napoli contro la Juve ha sgraffignato un punto. Ciò che è successo nel primo tempo, dal punto di vista arbitrale, ha del ridicolo. Certo, non sono un fesso, mi aspettavo un arbitro casalingo, magari impaurito dalla possibile presenza di qualche camorrista a bordo campo (http://www.rainews24.it/it/news.php?newsid=153556). Ma, pur essendo dotato di notevole arguzia, non potevo di certo supporre che ad arbitrare l' incontro avrebbero mandato direttamente Pulcinella.

Oltre al netto rigore non fischiato per spintarellona su Lichtsteiner, il primo tempo annovera anche la mancata espulsione del gomitoso Cavani. Gustosa la scenetta messa in atto nell'occasione dal Pulcinella di giallo vestito: appena si accorge (dopo mezz'ora circa) che Chiellini è a terra morente, corre dall'assistente di porta, il quale gli mima in modo INEQUIVOCABILE il colpo proditorio del giocatore napoletano, a palla lontana. Il regolamento parla chiaro: espulsione diretta.

Ma cosa fa, invece, il Pulcinella giallo? Va da Cavani e, con fare remissivo, estrae timidamente il cartellino giallo. Il giallo, ragazzi, il giallo! Il Pulcinella giallo estrae il giallo!

Con i “se” non si fa la storia, ma due grossi “se” svolazzano imperiosi sulla pagliacciata andata in onda al San Paolo. Come sarebbe finita la partita se avessero dato il sacrosanto rigore alla Juve e se, a norma di regolamento, fosse stato espulso il gomitador, nel primo tempo?

Ve lo dice l'Intenditore: sotto di due gol e con un uomo in meno, il Napoli calcio avrebbe conosciuto l'umiliazione più cocente della propria storia pallonara. E invece, un aiutino qua, un aiutino là, un autogol fortunoso... ed ecco che l' asinello ti rubacchia il punticino.

A parti inverse, Mazzarri e De Laurentis si sarebbero esibiti in filippiche idrofobiche infinite. Pianti, lamenti, schiamazzi. Insomma, le solite commedie tragiche alla Merola cui ci hanno abituato i due in questione quando le cose non vanno come desiderano loro. Per non dire dei tifosi, che avrebbero insozzato i vari forum coi loro ottusi turpiloqui cafoncelli.

La Juventus, invece, ha dato ancora una volta lezione di stile e di classe. Nessuna polemica, profilo basso. Ma quanto durerà il focoso Conte nel ruolo di “moderato” se continueranno a danneggiare la sua squadra in modo così sfacciato?

Questo furtarello va a sommarsi a quello, ancor più grave, che si perpetrò nell' ultima finale di C. Italia, quando Aronica estirpó una tibia a Marchisio lanciato a rete, e il pulcinella di turno fece cenno di continuare a giocare.

Comunque, lo avevo preventivato con largo anticipo. Quest'anno, per avere un rigore a favore, dovremo letteralmente morire in area. Ad altri basta un fianco di un avversario (do you remember Milan – Juve?), alla Juve occorre molto di più, occorre il certificato di morte del proprio attaccante. E anche in questo caso l'arbitro potrebbe avere qualche dubbio, prima di fischiare. Se infatti ritiene si tratti di suicidio, il rigore non lo dà.

Ad abbellire la simpatica giornata all'ombra del Vesuvio, aggiungiamo la codarda sassaiola che ha sfondato i finestrini del pullman juventino, con le pietre che sibilavano a pochi centimetri dal grugno dei giocatori. Insomma, il solito “tranquillo” percorso di guerra che attende ogni squadra avversaria del Napoli che voglia raggiungere lo stadio.
Annotiamo pure alcuni striscioni su Conte e la sua “parrucca”. Della serie: la rinomata originalità dei tifosi partenopei.

Mi sarebbe piaciuto scrivere di calcio giocato, ma anche stavolta non è stato possibile.

Le inseguitrici (si fa per dire).

Il Milan agguanta il terzo posto, battendo la Lazio. Anche stavolta l'arbitro ci ha messo lo zampino, agevolando la rediviva squadra di Allegri. Lazio in dieci già dopo un quarto d'ora, per l'espulsione di Candreva. Il punto è che il povero Candreva non era ultimo uomo e, inoltre, non c'era nessuna “chiara occasione da rete” (Gazzetta dixit). Al Meazza va così, inutile lamentarsi. Da notare che il Milan gioca molto meglio senza quel paracarro ombroso di Balotelli. Speriamo che anche Prandelli se ne accorga e non lo convochi più.
La Lazio perde a Milano e dice addio alla Champions. Non ha una rosa adeguata per raggiungere il terzo posto.
L'Inter vince a Catania proprio nel giorno in cui fa a meno di Cassano, reo, a quanto pare, di aver preso a cazzotti il proprio allenatore. Il giocatore barese è di una inutilità pari forse solo a quella di Balotelli. Una vittoria che sa molto di “Canto del cigno” per la derelitta squadra intertriste. Comunque, già pronta la serie di DVD della Gazzetta per rendere omaggio all'incredibile impresa di Catania.

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11:17 del 05 marzo   scritto da Feccia Inter
 
IMPECCABILE COME SEMPRE, TI LEGGO SEMPRE CON PIACERE
 
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