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La semifinale di Coppa Italia sarà un classico, Juventus-Milan. La squadra di Pioli ha eliminato il Torino dopo due ore di un calcio bello ed emozionante, con 6 gol, una valanga di occasioni, un gioco (soprattutto del Milan) a tratti spumeggiante. Una squadra in fiducia era di fronte a una squadra scossa. Il Milan arrivava da quattro vittorie di fila, Coppa Italia compresa, il Torino dalla terribile disfatta contro l’Atalanta e tanta differenza prendeva subito forma e corpo nell’atteggiamento delle due squadre. Quella di Pioli attaccava a cuor leggero, trovando in Rebic il riferimento ideale; quella di Mazzarri si difendeva con gli occhi sbarrati dalla paura, era ancora in pieno trauma. Un paio di dati per capire: prima del gol di Bremer, ma anche dopo, il Toro non aveva mai tirato in porta; la manovra granata ha toccato i piedi di Belotti per la prima volta dopo 28 minuti. Questo accadeva nel primo tempo, perché nel secondo il Torino ha preso coraggio, ha tirato fuori tutto il suo orgoglio, tutto il carattere, ha rimontato, poteva chiuderla prima del 90', poteva segnare nel primo tempo supplementare e solo alla fine, ormai stremato, ha perso la gara. Ma di quella squadra persa e perdente vista contro l’Atalanta non c’era più traccia. Il Torino di San Siro era una squadra vera.

MAZZARRI, POCHE ALTERNATIVE - La differenza, alla fine, l’hanno fatta le sostituzioni. Quelli di Pioli, che aveva una panchina troppo più ricca di Mazzarri: Ibrahimovic ha segnato il 4-2, Leao ha fatto 45' di strappi e li ha arricchiti con un assist, Calhanoglu ha firmato una doppietta (la prima in rossonero) e Kessie ha fatto l’assist per il 3-2 del turco. Tutt’e quattro sono partiti dalla panchina. Mazzarri aveva invece mezza squadra in infermeria (Ansaldi, Baselli, Edera, Zaza, Iago Falque e Parigini, peraltro gli ultimi due in partenza), oltre a Meité squalificato. Le poche alternative a disposizione lo hanno costretto a due soli cambi rispetto al rovinoso e disastroso 0-7 con l’Atalanta, ovvero Rincon per Meité e Bremer per Djidji. Pioli ha invece raddoppiato rispetto alla vittoria di Brescia: Krunic per Kessie, Bonaventura per Calhanoglu, Piatek per Ibrahimovic e Rebic per Leao. Difesa immutata (bene Kjaer al fianco di Romagnoli) e attacco completamente nuovo (male Piatek al fianco di Rebic).

REBIC INCONTENIBILE - Il Milan ha segnato presto, al 12', ma è arrivato al gol al quarto tentativo. Il Torino sembrava paralizzato. Era inchiodato con la mente allo 0-7 con l’Atalanta. Nelle prime quattro occasioni, Ante Rebic è stato protagonista tre volte, compresa quella del gol: scatto micidiale sulla sinistra, Nkoulou ha dovuto cedergli lo spazio, cross dal fondo sul secondo palo dove è piombato Bonaventura senza marcatura (De Silvestri si era staccato), tocco e gol. L’azione era nata da una palla che Castillejo, come un falco, aveva soffiato a metà campo a Verdi. Il Milan stava giocando bene, a sinistra l’intesa fra Rebic ed Hernandez sembrava affinata da tempo, mentre l’attaccante croato era appena alla terza da titolare. La squadra di Pioli si muoveva compatta, ha continuato ad attaccare e costruire occasioni.

UNA SOLA LEGGEREZZA - I rossoneri erano padroni del campo e forse si sono sentiti troppo sicuri visto che alla prima (e unica) azione offensiva il Torino ha pareggiato. E’ stato bravissimo Bremer, entrato nell’azione del gol in triplice veste: da difensore ha interrotto un attacco rossonero, da rifinitore ha fatto il velo a favore di Belotti, da cannoniere ha segnato davanti a Donnarumma raccogliendo l’assist di Verdi. Conti lo aveva tenuto in gioco.

REBIC ERA DA ROSSO - Forte, fortissimo e anche fortunato, fortunatissimo il croato. Rebic e Izzo se le stavano suonando dall’inizio della gara, ma al 36' il milanista ha esagerato: dopo aver subìto un fallo di gioco dal granata, a palla lontana gli ha mollato una gomitata violenta sulla schiena. Lo ha visto Banti al Var ma Pasqua lo ha solo ammonito. Gli è andata benissimo: era da rosso. Assorbito il pareggio, il Milan ha ripreso ad attaccare e per due volte, prima della fine del primo tempo, ha avuto la possibilità di segnare ancora con Rebic e poi con Krunic.

IL BOMBER BREMER - La partita è cambiata nella ripresa. Il Torino con più coraggio (grande occasione di Belotti, su mischia, respinta con un miracolo da Donnarumma), il Milan con più difficoltà. I rossoneri hanno perso un po’ le distanze, non erano più compatti come nei primi 45', la squadra si è allungata e il Toro ha preso campo. Piatek continuava a vivere la sua partita da emarginato e Pioli al 20' ha fatto il cambio che tutto San Siro aspettava: fuori il polacco, dentro Ibrahimovic. Ma l’innesto del campione non è servito a evitare il raddoppio del Torino, anche perché Ibra sbagliava un pallone dietro l’altro in attesa di sbagliare un gol colossale e di farsi perdonare più tardi. Il cross di Ola Aina da sinistra è stato perfetto (Conti non è riuscito a marcarlo), Donnarumma non è uscito e quel difensore trasformato in bomber di Bremer è sfilato alle spalle di Hernandez e ha segnato di testa.

IL TRIDENTE - Pioli è corso ai ripari, dentro anche la terza punta, Leao, al posto di Bonaventura, con Rebic che si è spostato a fare l’esterno sinistro. Al 36', il cambio decisivo per il Milan: fuori Krunic, dentro Calhanoglu. Un minuto dopo il cambio negativo per il Torino: fuori Bremer (stremato e acciaccato), dentro Djidji. Quando si dice i cambi, appunto...: al primo minuto di recupero, rimessa laterale in attacco di Hernandez, sponda di testa di Kjaer, tocco di Castillejo per Calhanoglu appostato fuori area, sassata del turco deviata da Djidji, Sirigu battuto. Il Toro si è fermato e il Milan avrebbe potuto evitare i supplementari se Ibrahimovic non avesse sbagliato un gol così clamoroso (solo, davanti alla porta spalancata, doveva solo toccare in rete l’assist fantastico di Leao) da rinfrescare in questo stadio i ricordi di Egidio Calloni e Luther Blissett.

SUPPLEMENTARI ESPLOSIVI - Il primo tempo supplementare è letteralmente esploso. C’erano praterie da sfruttare. Per due volte, la prima con Calhanoglu, la seconda con Hernandez, il Milan si è trovato davanti a Sirigu che ha risposto da fenomeno autentico, con due parate pazzesche. Ma eccellenti erano anche gli interventi di Donnarumma su Belotti (due volte) e Ola Aina. Emozioni a raffica. All’inizio del secondo tempo, Pioli ha sfruttato il quarto cambio concesso dalla nuova formula di Coppa Italia, è entrato Kessie al posto di Rebic e anche questa mossa ha portato subito un ottimo risultato. Alla prima azione, il Toro si è fatto trovare troppo scoperto, Kessie ha lanciato Calhanoglu e il turco dal limite dell’area ha fatto partire un’altra saetta che stavolta Sirigu ha solo sfiorato. E’ finita lì, perché il Torino, senza alternative in panchina, non aveva più energie. Due minuti dopo, Ibra si è fatto perdonare l’incredibile errore precedente segnando il quarto gol su assist di Leao dopo un altro spunto dell’inesauribile Castillejo.

IL TABELLINO

Milan-Torino  (primo tempo 1-1)

Marcatori: 12' pt Bonaventura (Mi), 34'pt, 26' st Bremer (Tor), 46' st Calhanoglu  (Mi), 1' sts Calhanolglu (Mi), 4' sts Ibrahimovic (Mi)

Assist; 12' pt Rebic (Mi), 34' pt Verdi (To), 26' Aina (To), 46' st Castillejo (Mi), 3' sts Leao (Mi)

MILAN: G.Donnarumma; Conti, Kjær, Romagnoli, Theo; Castillejo, Krunic (dal 37' Calhanoglu), Bennacer, Bonaventura (dal 31' st Leao); Rebic (1' sts Kessie), Piatek (dal 20' Ibrahimovic). A disp. Begovic, A.Donnarumma, Gabbia, Calabria, Kessie, Paquetá, Suso, Calhanoglu, Piatek, Ibrahimovic. All. Stefano Pioli

TORINO: Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer (dal 38' st Djidji); De Silvestri (dal 7' sts , Lukic, Rincon (dal 7' sts Lyanco), Aina; Berenguer (dal 44' st Millico), Verdi; Belotti. A disp. Ujkani, Rosati, Lyanco, Singo, Millico, Djidji, Adopo, Laxalt. All. Walter Mazzarri. 

Ammoniti: 22' Rincon (To), 30' pt Hernandez (Mi), 37' pt Rebic (Mi), 8' st Kjaer(Mi), 29' st Krunic (Mi), 3' pts Conti (Mi), 8' pts Mazzarri (Tor)