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Quando si dice una vittoria di pancia. All’ultimo secondo dei 5 minuti di recupero del secondo tempo, con un tocco di addome, di anca, più probabilmente di pancia, Dumfries ha dato all’Inter una vittoria meritata per il numero delle occasioni prodotte, anche se di fronte al coraggio del Lecce ha rischiato di non farcela. La risposta al Milan è arrivata subito. Più o meno alle otto e mezzo di sera i campioni d’Italia erano già in testa alla classifica, poco più di due ore dopo l’Inter li aveva agganciati. Gol di Romelu Lukaku, il giocatore che dovrà restituire ai nerazzurri le reti per lo scudetto, e alla fine di Dumfries. In mezzo il pareggio di Ceesay, centravanti gambiano del Lecce al debutto in A. Per arrivare a questo successo Inzaghi ha ribaltato tre volte la squadra, passando da un regista all’altro e da un modulo all’altro, chiudendo la gara con 4 punte. Già, 4 punte e 3 punti, per il momento all’Inter può andare bene così, ma non tutto ha funzionato come sarà necessario per arrivare allo scudetto.

LA DISTANZA - Sembrava che ci fosse davvero tanta differenza fra il Lecce e l’Inter, una appena tornata in A con il lavoro di Baroni e le idee di Corvino, l’altra candidata allo titolo. Ma non solo: il Lecce in piena fase di ricostruzione, l’Inter col prodotto finito; i pugliesi senza una mezza dozzina di titolari, i nerazzurri con la formazione titolare. E questa differenza si è materializzata dopo meno di due minuti con il gol di Lukaku.

ATTACCO ESTERNO - Il modo in cui l’Inter è arrivato al gol ha mostrato l’iniziale difficoltà fisica e in parte tattica del Lecce. Quando Skriniar ha toccato per Calhanoglu, il turco ha girato subito sulla sinistra, dove Dimarco ha ricevuto palla con eccessiva libertà, dalla sua parte avrebbe dovuto difendere Strefezza, un attaccante, che infatti ha perso il tempo, così come sull’altro versante Di Francesco, un altro attaccante, ha perso la posizione su Darmian, il cui assist di testa si è trasformato in gol col tocco finale, sempre di testa, di Lukaku.

IN AVANTI - Inzaghi aveva preferito Dimarco a Bastoni, così Gosens poteva giocare ancora più avanti, quasi sulla linea degli attaccanti. Per una ventina di minuti l’Inter è stata padrona del gioco, nonostante uno stadio strapieno (erano in 25.000) e caldissimo (e siamo nei giorni di Ferragosto...) spingesse forte la sua squadra. Ma il Lecce in quella fase di gara poteva opporre solo corsa, sofferenza e volontà. A Baroni mancava la coppia titolare della difesa, Dermaku-Tuia, e dopo venti minuti è dovuto uscire anche Celik, che non stava bene. Intorno alla mezz’ora, calato il ritmo dell’Inter, la partita si è un po’ equilibrata e Strefezza ha avuto una buona occasione, sventata da Handanovic.

LUKAKU AMA LECCE - Rispetto alla scorsa stagione, nell’Inter c’era un solo nuovo giocatore, Romelu Lukaku che aveva debuttato in A con la maglia nerazzurra il 26 agosto 2019 proprio qui a Lecce, dove aveva segnato anche il suo primo gol in Serie A. Il bis, come visto, è arrivato a inizio partita. Il resto della sua gara non è stato entusiasmante, Baschirotto è riuscito a controllarlo in modo efficace.

UN ALTRO LECCE, UN’ALTRA INTER - A inizio ripresa è cominciata un’altra partita. Il Lecce si è scrollato di dosso la soggezione che aveva accusato nei confronti dell’Inter e ha cominciato ad attaccarla nella sua metà campo. Con coraggio, personalità, ma anche idee, forza e qualità. In quella fase è emersa la regìa di Hjulmand. Dopo 3 minuti è arrivato al pareggio prendendo in controtempo tutta la difesa interista. L’azione è partita con un anticipo di Blin su Lukaku, poi di volata Gonzalez, Ceesay (De Vrij troppo staccato), Di Francesco (in anticipo su Skriniar) tocco di esterno, diagonale di sinistro di Ceesay sul secondo palo e 1-1. Inzaghi ha tolto subito Gosens (un’ora di gioco scadente) e Brozovic (che non stava bene), ha messo dentro Mkhitaryan per alzare la qualità (Calhanoglu è passato al centro) e Bastoni, così da avanzare Dimarco come esterno sinistro al posto di Gosens.

LE PRODEZZE DI FALCONE - Il Lecce non ha smesso di attaccare, anzi. Una punizione micidiale di Bistrovic è stata respinta con un gran balzo da Handanovic. Baroni ha tolto Ceesay, stremato, per far entrare Colombo e pochi minuti dopo Inzaghi ha aumentato il numero, il peso e i centimetri dell’attacco con Dzeko al posto di Calhanoglu e Dumfries per Darmian. Modulo: 3-4-1-2, con Lautaro Martinez alle spalle delle due punte e Mkhitaryan a impostare, terzo regista della serata interista. A metà ripresa la pressione dell’Inter è aumentata. Dumfries si è impossessato della fascia destra e con un colpo di testa ha centrato il palo. Fioccavano i cross e le uscite alte di Falcone diventavano fondamentali. La controrisposta di Baroni a Inzaghi è stato un triplo cambio: Listovski, Helgason e Banda al posto di Di Francesco, Bistrovic e Gonzalez. Appena ne aveva la possibilità, il Lecce ripartiva e Banda ha messo paura a Handanovic. In due momenti diversi è stato però decisivo Falcone con le prodezze su colpo di testa di De Vrij e su botta di Lautaro Martinez. Niente di paragonabile, però, rispetto al miracolo successivo su Lukaku.

INTER 4 PUNTE - A 3' dalla fine Inzaghi ha fatto l’ultimo cambio, Correa al posto di Skriniar, quarta punta per i nerazzurri e terzo modulo nerazzurro, ora 4-2-4. E’ stata la mossa della disperazione, mossa che ha ricordato quelle di Mourinho quando, per acciuffare il risultato, rovesciava in campo tutti i suoi attaccanti. Sull’ultimo corner della serata battuto da Barella, lo stacco di testa di Lautaro Martinez ha messo la palla sulla pancia di Dumfries che l’ha spinta in rete.
IL TABELLINO

Lecce-Inter 1-2 (primo tempo 0-1)


Marcatori: 2’ p.t. Lukaku (I), 3’ s.t Ceesay (L), 90' + 5' s.t. Dumfries (I)

Assist: 2’ p.t. Darmian (I), 3’ s.t. Di Francesco (L)

Lecce (4-3-3): Falcone; Gendrey, Baschirotto, Cetin (21’ p.t. Blin), Gallo; Bistrovic (29’ s.t. Listkwowski), Hjulmand, Gonzalez (29’ s.t Helgason); Strefezza, Ceesay (18’ s.t. Colombo), Di Francesco (29’ s.t. Banda). All. Baroni

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar (42’ s.t. Correa), De Vrij, Dimarco; Darmian (22’ s.t. Dumfries), Barella, Brozovic (12’ s.t. Mkhitaryan, Calhanoglu (22’ s.t. Dzeko), Gosens (12’ s.t. Bastoni); Lukaku, Martinez. All. Inzaghi

Arbitro: Prontera di Bologna

Ammoniti: 31’ p.t. Baschirotto (L), 10’ s.t. Brozovic (I), 17’ s.t. Darmian (I), 37’ s.t. Blin (L), 42’ s.t. Colombo