Diavolo di un ragazzo. A tenere in piedi la Roma ci ha pensato ancora una volta lui, Under. Anzi, l'ha coccolata e spinta verso l'illusione di una vittoria che poteva starci. Cavolo se poteva starci. Per 50 minuti ho visto una Roma bella e grande. Una Roma che è andata a comandare in casa di chi aveva eliminato il Napoli e battuto il City, senza rischiare praticamente mai e infilzando la difesa di Fonseca rubando palla e ripartendo.

Un gioco di prestigio quasi, che nascondeva il trucco. Il solito trucco: la Roma fa fatica a segnare, una fatica maledetta. E Dzeko non riesce a buttarla dentro anche quando le occasioni (due) sono parecchio chic. E oggi stiamo lì ad arrovellarci sul perchè la Roma si divida in due mondi ben distinti. Il primo: quello che domina l'avversario per un periodo parecchio lungo, senza però chiudere il match. Il secondo: quello che rischia l'imbarcata ben oltre il lecito (Alisson santo subito...). Pensandoci su, né più né meno quel che capitò contro l'Inter di Spalletti ad inizio stagione. Allora si parlò di ritardo di preparazione, di serbatoi di energia insufficienti. E ora? Di Francesco ha puntato il dito sull'aspetto mentale. E io sono d'accordo solo in parte.

Perchè con la mente ha poco a che vedere: 1) il fatto che tu sia costretto a utilizzare un fuori ruolo come Florenzi _ che come terzino continua a piacermi ben poco _ 2) Kolarov ha la lingua di fuori ma il suo sostituto, Emerson, è stato ceduto e altri non ce ne sono. 3) De Rossi era reduce da un lungo stop e ha giocato due partite intere a stretto giro di posta perchè Gonalons è infortunato. 4) Dzeko sbaglia i gol, ma quando rifiata? Mai. E chi dovrebbe farlo rifiatare? Forse Defrel, che però è incappato negli infortuni in serie, al pari di Schick. Ecco, per dirla come uno spot: se i ricambi non ce l'hai dove vai?

E arriviamo a uno dei grandi misteri della fede (giallorossa): che fine ha fatto Nainggolan? Nelle ultime partite è apparso in chiara difficoltà. Sembra non averne più. Pare fuori allenamento. Insomma, somiglia ad un fantasma al punto che Di Francesco ieri lo ha tolto preferendo l'azzardo Defrel trequartista (anche qui alternative zero...) piuttosto che un Ninja spompato. Si dirà che il tecnico poteva anticipare i cambi sulla fascia destra, ma per mettere Peres e Gerson? Passi il secondo, ma il primo? Pur con tutto l'affetto e la riconoscenza per il gol salvato all'ultimo respiro. Detto tutto ciò, resta l'impressione, netta, che la Roma possa approdare serenamente ai quarti. A patto che faccia la Roma per 90 minuti e non per 50.

Paolo Franci