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Vittoria della Juve nel derby: normale, è più forte. Normale anche il Toro di questo inquietante anormale suo campionato: troppe volte conduce, viene pareggiato e battuto nel finale. La squadra di Giampaolo ha 6 punti, roba da B incombente, ne ha persi 19 (la Juve ne ha 20) in partite che si è trovata a condurre. Come se si portasse dentro un suo virus speciale, che forse si chiama soltanto preparazione atletica (ma c’è pure una deconcentrazione misteriosa: virus ancora, e virus “altro”?). O forse è la ridda dei cambi, dove si patiscono limiti assoluti di classe dei giocatori? Certo che il Toro ha problemi psicofisici ormai gravi, mentre la Juve in fondo fa legittima festa.

E ora una premessa al racconto del match, questa: è peccato scrivere che seguendo Juventus-Torino, derby in tempo di Covid e di mercato latente ma prossimo, rimpiangiamo l’assenza delle tifoserie e dei sicuri striscioni caustici e divertenti che sarebbero fioriti sulle due curve, a irridere alla situazione del Toro di fronte alla classifica (terzultimo) ed a quella della Juventus di fronte all’inchiesta della giustizia ordinaria sul caso Suarez? Senza striscioni, e non volendo peccare di presunzione pensando di poter suffragare le pasquinate degli ultras, possiamo al massimo mettere avanti (ma è sanità, è statistica, non fa insomma ridere) il discorso speciale sui tanti ma proprio tanti giocatori delle due squadre che stanno a casa o in tribuna, o in panchina senza grandi speranze di prendersi la scena a match in corso, che sono degenti o guariti da poco (Covid ma anche infortuni e anche esclusioni), che meditano su una prossima destinazione societaria, che sono sottomessi a scelte discusse degli allenatori a proposito di questo o quello schema tattico. Un derby in cui a priori interessa quasi più chi non c’è che chi c’è: da fare, con gli esclusi e gli appartati, una squadra in grado di comportarsi benissimo in serie A o anche in duri campionati esteri: Buffon, Vojvoda, Chiellini, Demiral, Murru, Khedira, Gojak, Baselli, Verdi, Millico, Morata (squalificato). Forse mai un derby così mutilato, con persino la possibilità di frequentare a priori le fantasie più audaci, vista la novità curiosa ma soprattutto stimolante.

E adesso avanti con la partita. Juve di Pirlo discusso (c’è persino chi sospira Allegri) contro Toro di Giampaolo discusso (e appena rientrato dal Covid). Bianconeri col 4-4-2, granata col 3-5-2. Il Torino non vince dal 2015, ultimo derby a luglio in zona coronavirus, 4 a 1 per la Juve. Sugli ultimi dieci derby, sette alla Juve. Palla subito gestita, e persino con sufficienza dai bianconeri: e gol granata dopo 8 minuti e mezzo. Un corner, Meité che tocca sporchetto in area ma fa arrivare la palla a N’Koulou, lì come saltatore ma lì per far gol comodo di piede. Juve choccata neanche troppo, Juve insomma reattiva con comodo, e così neppure cinque minuti dopo il gol di N’Koulou, Zaza in contropiede potrebbe raddoppiare facile, ma cerca il tiro troppo sicuro da geometra e permette a Szczesny la parata persin bella.

Palla e se si vuole gioco sempre marca Juve, tanti ma tanti passaggi, mai un tiro bianconero, mai. Calci d’angolo a go-go, ma di testa Lyanco e N’Koulou prendono tutto. Ronaldo più contrato che marcato, ma non è lui. Giampaolo sbadiglia vistoso, non sembra il caso ma dev’essere il residuo del virus. Pare persino inutile, ad un certo punto, rincorrere la cronaca. Per il primo tiro bianconero si deve attendere il minuto 43, Dybala molle per Sirigu.

Ripresa sempre eguale, non noia ma sensazione di déjà-vu per le continue azioni bianconere, di incredulità nell’impresa nel lasciar fare da parte dei granata. Bonucci ammonito per verbosità eccessiva, è già qualcosa di nuovo. Al 12’ angolo per la Juve, mucchio, la palla schizza fuori area, Cuadrado fa gol con un tiro stupendo ma Bonucci è in fuorigioco davanti a Sirigu e messer Var annulla. Orsato peraltro buon arbitro dispensa ammonizioni perché non gli sfugga il controllo di un match controllabilissimo. Sembra di star vedendo ormai tutto della produzione di giornata, e invece c’è la novità, una gran parata di Sirigu su Bentancur al 76’ dice che la Juve si sta facendo squadra pratica, finita l’accademia. Un minuto ed è infatti il pareggio: ancora Cuadrado, il migliore di tutti che stavolta spedisce lungo per McKennie che insacca di testa. Di colpo la difesa granata, come accade ormai con regolarità suicida, si è rilassata, contro quattro bianconeri nell’area piccola. E’ insomma il Toro che entra nel panico canonico di questo campionato, mentre la Juve si sente davvero Juve e affonda di più. Lyanco salva con miracolo di tempismo su tiro di Dybala all’88’, siamo al 90’ e Cuadrado rispedisce in area, stavolta i bianconeri sono solo tre, uno è Bonucci che entra di brutto e segna, di testa si capisce, come spesso accade al Toro seduto degli ultimi minuti, quando i suoi difensori si incollano all’erba.

Insomma, tutto secondo copione matto ma inderogabile. Ora riprenderanno le critiche a Pirlo per lo sciupio di tanta manovra? Salterà Giampaolo? Ma anche: Ronaldo dov’era? E Dybala? Fra i due ha vinto Morata che non c’era. E fino a quando Bellotti deve fare tutto lui, e Zaza fino a quanto può sbagliare? Un suo diciamo vivace alterco con Giampaolo è stato mandato in onda dalla tivù che ringrazia per lo show inusuale). Conclusione: per la Juve tre punti, classifica viva, e grandi progetti per quando i suoi torneranno a tirare in porta. Per il Toro speranza nei giovani, partendo da Singo che ha vent’anni ed è un colosso ma dribbla, roba nuova.  






IL TABELLINO

Juventus-Torino 2-1

Marcatori: pt 9' Nkoulou (T); st 32' McKennie (J), 43' Bonucci (J)

Assist: st 32' Cuadrado (J), 43' Cuadrado (J).

Juventus (4-4-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Danilo (26' st Alex Sandro); Kulusevski (12' st Ramsey), Bentancur, Rabiot (26' st McKennie), Chiesa; Dybala (45' st Bernardeschi), Ronaldo. A disp. Pinsoglio, Israel, Arthur, Da Graca, Dragusin, Frabotta, Portanova. All. Pirlo.

Torino (3-5-2): Sirigu; Nkoulou, Lyanco, Rodriguez; Singo, Meité, Rincon, Linetty (44' st Segre), Ansaldi; Zaza (29' st Lukic), Belotti. A disp. Rosati, Milinkovic-Savic, Bremer, Izzo, Gojak, Edera, Bonazzoli, Vojvoda, Vianni, Buongiorno. All. Giampaolo.

Arbitro: Orsato di Schio.

V.A.R.: Mazzoleni di Bergamo.

Espulso: 43' st Pinsoglio (J) per proteste dalla panchina. 

Ammoniti: st 6' Kulusevski (J), 25' Lyanco (T), 27' De Ligt (J), 31' Lukic (T), 49' Cuadrado (J), 52' Bonazzoli (T).